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May 31 Chi poco pensa molto erra. (Leonardo da Vinci)Valeri Massimo Manfredi.
L'ultima Legione.
Livia annuì, e a sua volta l'altro le chiese:"Quel sodato...Credi veramente che sia affidabile?"
"Da solo vale come un piccolo esercito. Riconosco un combattente quando lo vedo, riconosco lo sguardo di un leone, sia pure ferito. E in più il suo è uno sguardo che mi ricorda qualcosa..."
"Che cosa?"
Livia increspò le labbra in un sorriso agro."Se lo sapessi avrei dato un volto e un nome all'unica persona che ha lasciato un segno nella mia vita e nella mia anima, a parte mio padre e mia madre che non go più da molto tempo"
Friedrich Nietzsche
May 29 Corsi e ricorsi sempre a gambe levate.Ogni anno di questo periodo è sempre la stessa storia, oggi sei riuscita a farmi andare di traverso la giornata ma io ci metto un punto definitivo, false promesse ed illusioni tienile per qualche altro fesso ammesso che sia disposto a sopportarti, con me hai chiuso.
Una croce già ce l'ho addosso la prossima si segna per chi dico io.
Titolo: Just My Imagination There was a game we used to play We would hit the town on Friday night And stay in bed until Sunday We used to be so free We were living for the love we had and Living not for reality It was just my imagination There was a time I used to pray I have always kept my faith in love It's the greatest thing from the man above The game I used to play I've always put my cards upon the table Let it never be said that I'd be unstable It was just my imagination There is a game I like to play I like to hit the town on Friday night And stay in bed until Sunday We'll always be this free We will be living for the love we have Living not for reality It's not my imagination Not my C’era un gioco al quale noi solitamente giocavamo colpiremmo la citta il venerdì notte e saremmo a letto fino a domenica di solito eravamo così liberi Stavamo vivendo per il nostro amore e vivevamo non per la realtà Era solo la mia immaginazione Una volta noi solitamente pregavamo Ho sempre avuto fede nell’amore è la cosa piu belle dell’ Uomo li sù il gioco che al quale di solito giocavamo Ho sempre messo le carte in tavola Che non sia mai detto che io sia una persona instabile era solo la mia immaginazione C’era un gioco al quale noi solitamente giocavamo colpiremmo la citta il venerdì notte e saremmo a letto fino a domenica di solito eravamo così liberi Stavamo vivendo per il nostro amore e vivevamo non per la realtà Era solo la mia immaginazione
Stasera si corre e poi si affrontano i luoghi delle mie gioie e dei tuoi rimpianti. Le comunicazioni terminano qui.
May 25 Live from Eni the end.Tempo di bilanci e di voti meno di 40 minuti dalla fine è ora di bilanci e siccome siamo in estate come ad ogni fine anno scolastico è tempo di pagelle!
10 Solo a Francesco Totti che mi ha fatto vivere una delle migliori stagioni della mia vita.
9 1/2 Al Re Darath Sideblade al secolo Paolino che mi chiamò in quel venerdì di ottobre. offrendomi l'opportunità di imbarcarmi in questa fantastica esperienza lavorativa, al big Boss A Matteo al secolo muuMatteo per la pazienza che ha avuto con me nell'indottrinarmi nei meandri dell'informatica the boss!
Al grande Permanuele ovvero Ema! sempre disponibile e pronto a dare una mano a tutti.
A Silvano e i suoi mitici fagotti di pranzo preparati con cura dai familiari!
9 A "er vertebra" Giovanni a causa dei suoi disturbi intestinali mattutini che anche in pieno inverno ci costringevano a tenere le finestre aperte.
A Sandro "Zakke" che non ha saltato un pranzo a scrocco dalla zia nemmeno quando pioveva.
A Paolo Lucci che m'ha staccato 1000 volte il cavo del monitor e m'ha cotretto per 1000 ad alzarmi per riattaccarlo.
A Franco Maggiore un uomo, un mito, un tester!
8 1/2 a Pierpaolo "er bestemmia" che ha rallegrato la stanza con il suo repertorio di imprecazioni, al dottor Diego un ragazzo che dire saggio è poco.
Ad Andrea "caffettino" ovvero un sorriso sincero per tutti.
A Gianluca "Big" Bui un rider vecchie maniere.
8 Al 14 febbraio passato a Castel Gandolfo ad Eni Corporate University o yeah.
7 A Paolo dell'Eni che all'ingresso ha sempre un sorriso per tutti.
6 A me che me la son cavata in un campo che non è il mio.
5 Al caffè delle macchinette ed annesse corse al wc.
4 Al mio pc che si piantava ciclicamente.
3 All'ascensore bloccateo che mha tenuto intrappolato per ben 20 minuti.
2 Ai km fatti ogni volta per arrivare a fare gli interventi dalla palazzina E alla palazzina A.
1 Al tramezzino scaduto il 28 aprile e che mi è capitato tra le mani direttamente dal distributore il 5 maggio -__-
0 A quel faccione da casso del brizzolato della sorveglianza che in tanti mesi non ci ha mai salutato neanche una volta alla consegna del pass d'ingresso. Siete venuti a combattere da uomini liberi, e uomini liberi siete: senza libertà cosa farete! Certo, chi combatte può morire, chi fugge resta vivo, almeno per un po'... Agonizzanti in un letto fra molti anni da adesso, siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi, per avere l'occasione , solo un'altra occasione di tornare qui sul campo ad urlare ai nostri nemici che possono toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai la libertà!
(William Wallace)
May 24 Il Campione!Dopo 36 giornate di combattimenti nella serata odierna si è proceduto alla premiazione della stagione 2006\2007 della Sojoleague.
La classifica finale ha decretato che:
Arsenal 66
Chelsea 59 147 Team 58 Sojolese 55 Sporting Cecio 48 Cerveza 46 Boccianese 46 Olimpica 41 Muppeth 36 Cuore RN 33 Siamo di nuovo Campioni!
ARSENAL [crediti 10]
Agliardi Calderoni Fontana Maggio Pisano M. Kuffour Rinaudo Contini Parisi Mandelli Bellini Doni Italiano Rosina Bresciano Morfeo Palombo Donati Brighi Stellone Bonazzoli Lucarelli C. Budan Caracciolo Bianchi C'mon Gunners! Applausi per noi e a tutti i partecipanti! Al prossimo anno!
p.s.
Dai che non è difficile il mondo è fuori che ti aspetta non farlo aspettare.
May 22 Se non sarà sereno......prima o poi rassenerà, mica può andare sempre male no? La strada c'è per chi vuole camminare.
Quello che si prova non si può spiegare qui hai una sorpresa che neanche te lo immagini dietro non si torna non si può tornare giù Quando ormai si vola non si può cadere più.... Vedi tetti e case e grandi le periferie E vedi quante cose sono solo "fesserie"... E da qui....e da qui... ...qui non arrivano gli angeli con le lucciole e le cicale.. E da qui....e da qui.... "non le vedi più quelle estati lì" "quelle estati lì" Qui è logico cambiare mille volte idea ed è facile sentirsi da buttare via!! Qui non hai "la scusa" che ti può tenere su Qui la notte è buia e ci sei soltanto tu Vivi in bilico e fumi le tue Lucky Strike e ti rendi conto di quanto le maledirai..... E da qui....e da qui... qui non arrivano "gli ordini"... a insegnarti la strada buona... E da qui....e da qui.... QUI NON ARRIVANO GLI ANGELI!! May 19 A volte ritornano.16 anni di attesa per un trofeo con cui si è cresciuti e che ci ha fatto compagnia durante gli anni '80, erano i tempi di un calcio antico meno veloce e più tecnico, un calcio in cui le tv non comandavano tutto il baraccone, calcio più vero e meno satinato.
16 anni di attesa per un trionfo in un'epoca che non è più quella in cui si è cresciuti, passa il tempo cambiano le mode ma l'unica cosa che rimane immutata è il sapore della vittoria che ti rimane negli occhi, nella testa e nel cuore.
ASR1927 e se battaglia tu farai noi saremo al tuo fianco. May 15 Senza titolo.Capita spesso nel corso di un'esistenza di vivere situazioni spiacevoli.
Capita di soffrire per fatti che ti accadono o a causa di persone che ti stanno intorno.
Capita di commettere errori che in passato ti sono costati cari e che nel tempo si faranno sentire dentro di te in maniera sempre più pesante e ingombrante.
Capita che dopo giorni di apparente calma all'improvviso, senza motivo, tutto sparisca come un colpo di vento che arriva e spazza via quello che trova davanti a sè.
Capita di rimanere da soli, fermi, immobili davanti a tutto e a tutti, continuando a chiedersi il perchè degli avvenimenti che ti stanno investendo.
Capita di sentirsi sperduti in mezzo al mare della vita.
Capita che in una sera in cui si doveva andar a correre, in un giro che ormai è sempre lo stesso, invece si rimanga a casa per via di un mal di testa che non vuole sapere di lasciarti in pace.
Capita di accendere il pc più che per abitudine che per un vero e proprio bisogno.
Capita di sdraiarsi sul letto con il solito cuscino in testa in cerca di un pò di buio che possa farti compagnia.
Capita di alzarsi senza motivo e vedere una finestrella lampeggiare che ti fa leggere quello che mai e poi mai avresti pensato ne lontanamente immaginato.
Capita di rimanerci veramente male perchè quello che è successo a te non lo augureresti mai a nessuno.
Capita di sentirsi cadere addosso il mondo intero e di morire dentro per quella che consideri essere l'ultima volta.
Capita che devi rialzarti ed affrontare quello che hai davanti, perchè nel momento in cui non puoi correre a causa dei cazzotti presi fermarti non serve a nulla, ma camminare e sorridere verso il sole non è mai sbagliato.
Affinche non ti capiti più di sprecare le lacrime per persone che non se lo meritano, per ciò di bello che hai provato e che proverai, mia cara miss come ti ho detto le parole servono a ben poco ma ho solo questo:
Non sono nulla, non posso nulla,
non perseguo nulla. Illuso, porto il mio essere con me. Non so di comprendere, né so se devo essere, niente essendo, ciò che sarò. A parte ciò, che è niente, un vacuo vento del sud, sotto il vasto azzurro cielo mi desta, rabbrividendo nel verde. Aver ragione, vincere, possedere l'amore marcisce sul morto tronco dell'illusione. Sognare è niente e non sapere è vano. Dormi nell'ombra, incerto cuore. . Fernando Pessoa Nihil difficle volenti May 09 + calci - calcioStadio Olimpico ore 18.00 finale di andata Coppa Italia 2006-2007, contro il calcio moderno che ti vuole schiavo delle pay tv presenza costante e massiccia a certificare una fede che non crollerà mai, uniti da un sentimento e pronti alla battaglia avanti Roma la tua gente ti acclama.
Il calcio ha significato troppo per me e continua a significare troppe cose, dopo un po' ti si mescola tutto in testa e non riesci più a capire se la vita è una merda perchè l'Arsenal fa schifo o viceversa. Sono andato a vedere troppe partite, ho speso troppi soldi, mi sono incazzato per l'Arsenal quando avrei dovuto incazzarmi per altre cose, ho preteso troppo dalla gente che amo. Ok va bene tutto, ma non lo so, forse è qualcosa che non puoi capire se non ci sei dentro: come fai a capire quando mancano tre minuti alla fine e stai 2-1 in una semifinale e ti guardi intorno e vedi tutte quelle facce, migliaia di facce, stravolte, tirate per la paura, la speranza, la tensione, tutti completamente persi senza nient'altro nella testa e poi il fischio dell'arbitro e tutti che impazziscono e in quei minuti che seguono tu sei al centro del mondo, e il fatto che per te è così importante, che il casino che hai fatto è stato un elemento cruciale in tutto questo, rende la cosa speciale perchè sei stato decisivo come e quanto i giocatori, e se tu non ci fossi stato a chi fregherebbe niente del calcio; e la cosa stupenda è che tutto questo si ripete, continuamente, c'è sempre un'altra stagione. Se perdi la finale di Coppa in maggio puoi sempre aspettare il terzo turno in gennaio e che male c'è in questo? Anzi è piuttosto confortante se ci pensi... Nick Hornby (Febbre a 90°)
May 08 Non è la gelosia.Girolonzolando in rete mi capitato di sleggiucchiare questo saggio su una malattia che affligge molte persone, fortunatamente non appartengo alla schiera di gente che si lega agli altri per meri interessi personali e che rivendica un diritto di proprietà su chi ha vicino. Se vi reggono gli occhi per leggere meditate gente.
Cosa è la Gelosia La necessità della stabilità nei rapporti affettivo-relazionali si pone come fondamento psico-sociale sia nell'ambito delle relazioni familiari, sia in quelli di carattere amicale, sia in quelle di carattere social-economico. Pertanto il bisogno di difendere tale stabilità fa scaturire un "sentimento", una pulsione che garantisce la difesa di tale stabilità. Il problema incomincia a sorgere qualora l'uomo si rende conto che ogni pulsione, di per sé quasi sempre neutra, ha bisogno di essere "amministrata" nell'ottica di un valore, cioè di "un bene per". L'amministrazione di questa pulsione non sempre riesce in maniera costruttiva ma spesso opera una dinamica distruttiva sia per coloro che la vivono sia per coloro che ne sono "oggetto". Dietro i bisogni fondamentali di "Identità e di Affettività" (vedi qui) la Gelosia si manifesta in un io ferito ed immaturo che vive nell'esasperazione veemente il sentimento di "angoscia abbandonica" scaturente dai primi anni dell'infanzia e alla struttura educativa genitoriale. Se il soggetto ha già una struttura orientata a questa "ferita abbandonica" non è però detto che ne sia così determinato se sperimenta, nel clima familiare, una presenza gratuita e formativa dai propri genitori. Dal punto di vista dell'antropologia cristiana questo rimane ancor più vero poiché il soggetto vive e nasce con una struttura ferita dove la grazia e la collaborazione attiva alla Sua azione può ristrutturare e correggere sia ferite strutturali, che ferite educativo genitoriali. Di per certo una diffusa letteratura che ha valorizzato e "glorificato" questa pulsione, come per esempio quella diffusa dell'amor cortese, ha non poco contribuito ad esasperare e a colorare di positivo ciò che invece è realmente distruttivo sia per il soggetto "geloso" sia per chi ne subisce la sua influenza. La confusione, sia letteraria che dei valori, in merito alla Gelosia ha portato a confondere questa con il "senso di Appartenenza" che invece, rifacendosi anche ad una matrice antropologico culturale, è sana ed è sempre costruttiva e mai distruttiva ai fini dei rapporti sociali. La dove la Gelosia incatena l'Appartenenza rende responsabili. La dove la Gelosia non è mai sazia e tende a fagocitare l'ambiente, l'Appartenenza rispetta l'etimologia della parola Gelosia (zelous) avendo una cura appassionata e rispettosa per il reale. La dove la Gelosia è incatenata e crea dipendenza, l'Appartenenza crea desatellizzazione, autonomia e comunione nelle relazioni. La dove la Gelosia bestemmia e degrada se stessi, le nostre relazioni e la persona amata, l'Appartenenza valorizza il sé e le sue relazioni. E' mio personale parere che ognuno deve fare i conti con la propria immaturità affettiva ma, nei diversi gradi, ogni geloso può, con l'aiuto della grazia e la collaborazione attiva a questa, crescere, ordinar-si e maturare un senso di appartenenza. Tale cambiamento, che è una vera e propria conversione, non avviene magicamente... nulla nel cristianesimo è magico e comporta accoglienza e lotta nella Grazia... ma è possibile! Una persona gelosa può guarire e trasformarsi da geloso in responsabile verso se e il proprio mondo relazionale. In fin dei conti il geloso ha il "sé" come punto di partenza e di orizzonte. Il senso di appartenenza ha il "noi" come punto fondante il "sé" e come orizzonte di comunione. I fondamenti della Gelosia La Gelosia trova le sue fondamenta in una persona che non si piace e non si stima e spessissimo in una persona non desatellizzata. Si mendica con la violenza ciò che non si ottiene naturalmente. In qualche maniera si estende quella fonte dei bisogni primari tipici nel neonato di cura, affetto e di centralità della propria esistenza. Però mentre nel neonato questi passaggi sono necessari per una strutturazione dell'io, nel geloso si sono come cristallizzati e sono virulenti quando meno ce li si aspetta. Il Geloso è insicuro e diffonde insicurezza, spesso unisce a tale sentimento anche una condizione ansiogena. Anche una persona che sembra apparentemente equilibrata, in determinate situazioni che colpiscono la delicata sfera delle profondità affettive, può manifestarsi come un "geloso". In fin dei conti il Geloso, spesso, non vuole crescere, vuole solo manifestare il suo bisogno di possesso confondendolo con l'amore. Questa visione tipica dell'amore cortese, confonde la Gelosia con l'Amore.. in tale visione non si vuole il bene dell'altro ma fagocitarlo, possederlo, per garantire a se stessi il proprio valore. Spesso i soggetti gelosi si incontrano e confondono un sentimento autentico di donazione reciproca con un sentimento velato e latente di gelosia auto-illudendosi che questo sia amore. A volte vivono tutta una vita così non maturando mai (strutturando quella che si dice una coppia a vita-relazionale-chiusa).. e poiché hanno incontrato un soggetto che vive la stessa patologia rimangono ancor più fermamente cristallizzati in questa povertà ed in questa illusione. Per tali motivi, pur manifestandosi in maniera diversa, la Gelosia non è propria solo di un sesso ma è presente in ugual misura in entrambi i sessi. Anche nella vita pastorale la Gelosia non smette di "mietere" vittime.. Come ogni contesto sociale, sia esso politico, lavorativo, collaborativo, anche la vita delle nostre comunità non è immune da questa patologia. E come in ogni contesto sociale essa colpisce tutti impiegati e dirigenti, tesserati e leader politici, laici e clero. Il geloso spesso non è disponibile al servizio ma, se lo è (anche se non appare) usa gli altri e le situazioni. D'altronde non è capace di gesti di gratuità perché tutto gira, in fondo, sul suo tornaconto affettivo e sulla stabilità della sua nevrosi. Per questo facilmente tiene il "muso" e si nutre dell'altrui senso di colpa. In genere è un lamentoso per professione. Non ama invece promuovere la responsabilità sulla colpa proprio perché è incapace di maturare responsabilità verso se medesimo. Spesso matura un sentimento distruttivo parallelo di invidia. Il non piacer-si non lo fa riuscire sull'essere se stesso e pertanto legge la riuscita degli altri non come un dono partecipativo ma come una sconfitta di sé. In questa dinamica il geloso è "intriso" del cancro della superbia. Il Geloso in fin dei conti è un narcisista che fa ruotare tutto attorno a sé e ai suoi fantasmi tende ad essere falso, untuoso, manipolatorio, mormoratore, incapace di gratuità e di collaborazione. Gelosia e invidia Sebbene la Gelosia si distingua per natura dall'invidia essa però porta la stessa matrice ferita. La Gelosia non sopporta la separazione dall'altro; l'invidia non sopporta l'essere dell'altro. Tale distinzione pur necessaria logicamente è in realtà puramente discorsiva poiché sia l'Invidia che la Gelosia nascono (psicologicamente) da una poca stima di sé e da un residuo infantile della vita affettiva, pertanto spesso si uniscono in maniera tale che è difficile dire dove finisce l'una ed inizia l'altra! Entrambe nascono però dalla stessa nevrosi affettiva e di identità. (vedi qui). Spesso dietro entrambe c'è un chiara confusione vocazionale; vocazione al sé e vocazione specifica; a volte si colora anche di vocazione profetica e di devozione.. ma è una colorazione puramente fittizia perchè non è generata da un dono e una chiamata ma da una ferita interiore costantemente auto-alimentata. La protezione necessaria Per amore di sé e dell'altro è necessario proteggersi dal Geloso con amore e con fermezza. Questo si può fare solo se si ha fatto i conti con la propria immaturità e il proprio grado di Gelosia. Se si è fatto un buon cammino sulle proprie ferite si può aiutare l'altro innanzitutto con la presenza empatica e poi qualora ne si ha la possibilità con atteggiamento specialistico. "Divenire indipendenti non significa fare a meno degli altri, ma saper fare a meno del bisogno degli altri" suggerisce Vittorio Albisetti. Se rimani dipendente da qualcuno generi Gelosia in te e in lui/lei. Devi insegnare a te stesso e al partner geloso a trattarti come vorresti essere trattato; guadagnare giustamente i tuoi spazi. Parla con ognuna delle persone verso le quali ti senti dipendente. Di' loro che d'ora in avanti deciderai autonomamente, pur nel rispetto della situazione. Se puoi, smetti di frequentare le persone da cui dipendi. Insisti sulla tua indipendenza economica, senza timore. Accetta pure il compromesso, ma mai se ciò ti fa perdere la tua indipendenza. Spiega pure verbalmente perché fai una cosa, soprattutto quando ti senti in obbligo di farla. Deciditi anche a dire di no; saper dire di no talvolta è il gesto di amore più grande.. è un profondo sì alla vita, al rispetto, all'altro e a se stessi. "Se il tuo partner desidera andare in un posto diverso da quello scelto da te, permettiglielo. Ricordati che si può sempre cambiare. Se ti accorgi di essere sottomesso, dipendente, puoi smettere di esserlo." Tuttavia, talvolta, ciò è difficile perché il geloso sceglie i suoi simili in un circolo di alleanze sotterranee ed immature. In tale "circolo relazionale di immaturità" non si capisce mai realmente chi è il carnefice e chi la vittima. La persona gelosa non comunica, si sfoga con altri che non sono la persona interessata e non sa distinguere i contesti protetti da quelli non protetti... anzi se può sceglie proprio quelli non protetti per instaurare alleanze a sostegno della sua nevrosi. Il Geloso non sa stare realmente da solo, non sa realmente essere autonomo. Il Geloso non è capace di intimità e di indipendenza. Se diventi indipendente, anche chi desidera dominar-ti inizierà a rispettarti. Se inizi ad amar-ti poni il contesto psico-affettivo affinché anche l'altro si ami e si rispetti... o alla peggio non permetterai all'altro di farti realmente del male e quindi eviterai che l'altro strutturi sempre più la sua patologia. Nella vita di coppia tali accorgimenti cautelativi sono necessari come l'aria che respiriamo, infatti la vera intimità nasce dalla maturità e non è da confondere con l'intimità fisica, la quale vissuta nell'impulso di superficie della sessualità genitale nasconde in realtà un radicale bisogno di possedere l'altro e di confermare la propria isteria gelosa. La vera intimità genitale presuppone una libera donazione sessuata e quindi una guarigione dalla frustrazione e dalla nevrosi della Gelosia. Impara a conoscere te stesso. Impara a stimarti e a conservare la tua dignità. Convinciti che siamo tutti simili, pur essendo unici e irripetibili. Rischia, anche a costo di sbagliare. E' sempre più vitale che non far e nulla e diventare cooperatori della nevrosi. Amore non significa Gelosia La Gelosia uccide la libertà della persona. La Gelosia dà sofferenza, l'amore dà libertà, salute psichica e spirituale. Chi crede che se prova Gelosia ama. È nel torto. L'amore è rispetto per l'altro, per le sue scelte, qualunque esse siano. Il geloso non dà mai, pretende soltanto, anche quando sembra che dona. La Gelosia è una malattia, e come tale deve essere curata. Il Geloso dice "mio", il maturo dice "tu". Amare significa capacità di trascendenza, Gelosia significa incatenarsi ed incatenare. L'Amore porta alla ricerca del bello e del vero; la Gelosia vive di dipendenze, nostalgie e di ricordi; alimenta e genera fantasmi; spiritualizza i difetti e non li chiama per nome. Così facendo l'uomo veramente uccide pian piano il divino che c'è in sé e tende a soffocare ed obnubilare il divino che c'è nell'altro. L'amore invece promuove il vero sé ed il divino dell'altro. La Gelosia e l'invidia sono una una nevrosi. Ci fa amministrare le nostre passioni. E si amministra solo ciò che si conosce. Il bisogno non fa maturare la personalità. Il bisogno non è mai una scelta. Il bisogno non è mai sazio. Il bisogno non è razionale. Il bisogno rende schiava la persona che soggiace. Il bisogno non rende liberi. Il bisogno fa soffrire. Il bisogno può essere diabolico, divide! La Gelosia è un bisogno. L'Invidia è un bisogno. (liberamente ispirati dal saggio sulla Gelosia di V. Albisetti) Come favorisci la dipendenza Se ti senti imbarazzato nell'esprimere la tua opinione; se ti senti offeso da ciò che gli altri dicono o pensano di te; se non riesci a vivere senza prendere ordini; se non sei te stesso di fronte a una persona dominante; se menti costantemente sul tuo operato affinché gli altri non si irritino; se subisci passivamente invasioni nella tua privacy; se chiedi il permesso per fare qualsiasi cosa; se cadi in depressione quando hai un insuccesso; se ti senti sempre in obbligo verso qualcuno; se permetti che gli altri decidano per te; se provi vergogna di te e dei tuoi familiari. Se fai tutto questo poni le condizioni dell'invidia e della Gelosia perché sei oppresso dai tuoi fantasmi infantili e pertanto non sei capace di gesti di amore maturo. Sappi però che puoi guarire con la consapevolezza e con l'aiuto di un supporto di relazioni mature che ti aiutano la corretta percezione di te stesso. Non si deve dimenticare al propria dignità morale. Non si deve accettare passivamente la vita con una persona gelosa. (Se accetti ti suicidi). Né ci si deve illudere che tutto passerà senza alcun intervento mirato. Purtroppo questo tipo di nevrosi non migliora con il passare del tempo. Difficilmente un geloso, invecchiando, guarirà. Con molta probabilità, invece, peggiorerà. Non farti prendere dal panico e poniti delle mete che abbiano come scopo almeno la salvaguardia della tua identità psichica e fisica. Evitare l'isolamento sociale Frequenta amici, feste e locali pubblici. Non rinunciare alle vacanze. Se il partner non viene o indugia, parti senza di lui. Ritagliati ogni giorno spazi di riposo, di silenzio, per esempio prolungando i momenti in cui sei solo, quando esci per far la spesa, quando torni dal lavoro o vai a far visita ai parenti. Leggi buoni libri, soprattutto libri utili e di facile lettura, semplici ma profondi, che abbiano contenuto, diano indicazioni pratiche e non annoino. Manifesta i tuoi sentimenti al partner. E' meglio sfogarsi che tener dentro, reprimere le proprie emozioni. Fa' attività fisica, ginnastica, moto, passeggiate. Evita le diatribe, il volere aver ragione a tutti i costi anche se l'hai realmente. Non serve a nulla. Il problema non è tuo, ma del tuo partner. Non scontrarti frontalmente quando il tuo partner ti accusa, ma sii determinato, fiero nel difendere la tua dignità. Non ingannarlo, non dirgli bugie. Non raccontargli mai le esperienze avute con altre persone prima di incontrare lui/lei. Non te lo perdonerebbe mai. Se ti senti solo, scrivi i tuoi sfoghi, anche se non li leggerà nessuno. Vedrai che ti servirà. Se sei geloso Non devi giudicarti, ma analizzarti per capirti. Nel passato si torna sempre per vivere meglio il presente. Non si deve mai andare nel passato per il passato! Il trucco è prendere la vita come crescita, riconoscersi per migliorare, senza farsi paralizzare quando si sbaglia. Nulla è perfetto e nulla è totalmente sbagliato. Prendi in esame le scelte che hai operato nel corso della vita. Pensa anche a quelle che potevi fare e non hai fatto. In fondo, ciascuno è il risultato delle scelte che si sono fatte. Scoprire chi sei ti aiuterà a capire perché ti sei intrappolato in quel tipo di nevrosi o in quel senso di vuoto, di nullità, di insoddisfazione. Quindi interrogati sulle ragioni per cui persisti in un atteggiamento distruttivo invece che eliminarlo. Devi domandarti: che cosa ottengo con questo comportamento? Perché lo mantengo? Perché persisto, se mi fa male? Le ragioni della nostra infelicità sono sempre, o quasi, dentro di noi. Imparare a conoscerci è difficile, ma è una soluzione radicale. Una volta che avremo imparato a conoscere le profondità della nostra personalità, allora potremo anche cambiare le parti nevrotiche. La Gelosia inoltre manifesta il bisogno di Dio. In fondo tale patologia se correttamente affrontata può portare alla radice della propria domanda affettiva e all'incontro vero con il Dio vivo. Ricordati della Direzione Spirituale e di qualcuno "che altro da te", ti faccia da specchio e ti aiuti a superare le tue nevrosi. Come aiutare un geloso Premesso che nessuno può aiutare un geloso se questi non vuole farsi aiutare, ecco alcune indicazioni utili. Non sollecitare il suo senso di inferiorità. Usa sempre la massima sincerità. Aiutalo a conoscersi profondamente. Non farlo vergognare del suo problema. Non ricattarlo affettivamente. Non tradirlo, non porlo in situazioni di sospetto. Comunica sempre con il partner geloso, esternandogli ogni problema. Fallo sentire sicuro del legame che vi unisce. Sii premuroso nei suoi confronti. Infondigli fiducia. Condividi i suoi problemi. Mostragli il tuo affetto in tutti i modi. Fallo uscire, mettilo in contatto con la gente, fallo parlare, fallo comunicare, leggere, accrescere la sua cultura. Non prenderlo mai in giro. Fa' in modo che riesca a immedesimarsi in te. Amalo sinceramente. Amalo dicendo anche di no! Evitare il silenzio, in ogni modo In genere il miglioramento non avviene improvvisamente, ma per gradi. Spesso si è portati a eliminare la Gelosia allontanandosi dalla persona in questione o svuotando il rapporto del suo valore intrinseco. Cerca, invece, il dialogo, anche se ciò dovesse comportare cose spiacevoli. Un rapporto silenzioso potrebbe far pensare che la Gelosia sia superata. E' invece solo spostata, sotterrata. La comunicazione deve essere chiara. Il geloso vive la realtà in bianco e nero. Difficilmente riesce a mediare, a vivere le realtà complesse, ricche di problematiche, di sfumature, di contraddizioni; preferisce parole comprensibili, immediate, semplici, non soggette a fraintendimenti, a confusione. Molte volte la comunicazione verbale può essere sostituita con successo da quella scritta. Anche qui sii completamente sincero, a costo di essere spiacevole. Nel caso della comunicazione verbale, all'inizio è consigliabile parlare di tutto, soprattutto di cose generiche, neutrali, inoffensive, magari divertenti, ma non dei problemi di Gelosia. Se per caso o inconsapevolmente si dovessero sfiorare argomenti "pericolosi", è opportuno cambiare subito discorso. Consigli utili per dialogare I due partner non esauriscano necessariamente tutto ciò che devono o vogliono dirsi. Se l'argomento non è stato del tutto approfondito, lo si potrà fare la volta successiva. Ci si metta d'accordo in modo rigoroso per dialogare. Si decidano in anticipo l'ora, il luogo, la durata e, possibilmente il tema del colloquio. L'ora deve essere scelta in un momento di buona disponibilità da parte di entrambi. Il tempo a disposizione deve essere sufficientemente lungo perché la comunicazione possa svolgersi agevolmente (almeno quindici o venti minuti, ma non oltre i sessanta) e sarà rispettato. Il luogo deve essere tranquillo, nessuno deve venire a disturbarvi. Non tenete musica o alcunché in sottofondo: potrebbe disturbarvi. Deve esserci la massima concentrazione. Ricordatevi che siete lì per portare il vostro rapporto al massimo livello di comunicazione. Se, durante la giornata, dovesse succedere qualcosa di controverso, non parlarne subito, ma inseriscilo nel calendario degli incontri e ripromettiti di trattarlo in quelle occasioni. In questo periodo in cui si tenta si superare il conflitti, si cercherà di evitare situazioni che possano, in qualche modo, aggravare i problemi di comunicazione. Non interrompere mai l'altro mentre sta parlando. Se il partner dovesse avere una "chiusura" nel continuare a parlare, prima di intraprendere un discorso gli si deve far presente come in tal modo egli cerchi di scappare ancora una volta dalle sue responsabilità di fronte al tentativo di superare il problema. Basta proporre, in genere, qualcosa di divertente, di allegro, per ricreare un'atmosfera di collaborazione e di armonia reciproca. E' preferibile, in queste occasioni, fare passeggiate o intrattenersi con qualche occupazione concreta, aderente alla realtà, in modo che le parole possano essere riferite a ciò che si sta facendo in quel momento. A questo proposito sono da escludere giochi competitivi o che richiedano aggressività verso il partner. May 07 Cari fottutissimi amici.Parafrasando il film del buon Paoilo Villaggio, dato che ieri sono stato al mare in vista dell
'arrivo della bella stagione tre avvisi ai naviganti:
1. Questa settimana finisce il campionato, quindi invece dei tre canonici giorni in cui non stavo a casa ed il telefono era spento ora i giorni di volatilità diventano 7 su 7.
2. A chi servisse trovarmi il giro è sempre lo stesso da villa borghese allo stadio con giro a ponte milvio quindi fermatevi sul ponte che prima o poi arrivo.
3. Visto che è impossibile trovarmi mandate sms...AauHAuHAuHAuHaUHAuHA.
La Roma che conosco la porto sempre dentro Non fa' la stupida stasera La Roma che conosco c'ha sempre er sole addosso Non fa' la stupida stasera La Roma che conosco è tavoli in eccesso La Roma che conosco te insegna a fa l'amore Non fa' la stupida stasera May 05 Reset your mind. Mind the gap.Cosa accade quando si oltrepassa quella linea sottile che demarca il confine tra l'essere cosciente e l'oblio del nulla? La sensazione è sempre la stessa, torpore alle mani, caldo soffocante, la nebbia che ti si para davanti agli occhi e poi bum si va giù nel nulla con la paura che ti sale dentro di non sapere dove ti trovi, in piena solitudine, inerme davanti all’oscurità che ti avvolge subito spezzata da flash rapidissimi, tutto ti corre davanti velocemente si ripercorrono avvenimenti passati, si rivivono ricordi fanciulli e situazioni che a breve tempo poi ti trovi ad affrontare nella vita di tutti i giorni,incontri persone che non ci sono più e gli dici quello che in vita non sei riuscito ad esprimergli di persona,attimi frammenti di qualcosa che hai davnti ma che non puoi afferrare perchè è lei che ti sta portando da qualche parte, rapiti da un qualcosa che ti attrae verso il buio assoluto,trascinati in un labirinto che ti culla dolcemente per interminabili secondi in fondo ad un tunnel da cui non puoi risalire a cui non puoi ribellarti, in quel momento l'unica via d'uscita è una sola: goderti il viaggio che sta facendo il tuo io e aspettare il risveglio. Il dottore lo chiama stress, per me è semplicemente un reset del cervello che arrivato ad un certo punto chiede pietà ed un momento di pausa tutto per lui in cui deve riorganizzarsi. Dopotutto capitava prima di non dormire la notte, capita adesso che la stanchezza si accumula e si fa sentire sempre di più trascinandoti ad addormentarti un’ora intera per poi risvegliarti a passare la notte in bianco, girandoti e rigirandoti ne letto, fino a quando non è ora di uscire per una nuova giornata. Al prossimo reset facendo attenzione alle buche.
L'ultimo Omino
level one a cavallo di un girello sempre a caccia di tesori piccole dità di mela sul castello con le carte e un vento abbatte quadri e cuori level two sul balcone a fare i botti poi ficcarsi dietro ad un padre una palla di cannone fra i cappotti messi in terra a far le porte delle squadre battiti combattiti ribatti gli attimi scaduti e tutti i battiti mai battuti dal cuore mai dentro un giubbotto e poi giù botte su quei rottami di vite rotte battiti battiti battiti combattiti per il rispetto degli affetti per tutti i sudditi dentro i ghetti buttati là come imbottiti di cazzotti sotto le frottole dei complotti battiti battiti level three dentro pagine di serre un amor da dare a lei una guerra per finir tutte le guerre occhialuto un po' confuso nei cortei level four dare un prezzo a molte cose e un valore mai a nessuna per difendere un lavoro figli e spose e cercare l'isola della fortuna battiti combattiti abbatti i rettili corrotti sopra i relitti dei malridotti sbattuti giù per i delitti ai derelitti per sempre vittime dei conflitti battiti battiti battiti combattiti contro i misfatti sui reietti per il riscatto degli imperfetti sfruttati già con il ricatto dei profitti dietro il diritto di tutti i dritti battiti battiti battile combattile le lotte attese nei grilletti nelle pallottole dei verdetti nelle razzie delle speranze fatte a fette dentro i lucchetti delle manette battiti battiti level five con i nodi delle mani che si sciolgono nei mari di bicchieri e di ricordi più lontani bere soli e poi barare solitari welcome to the fight of life battiti combattiti in questa vita fatta a scale senza sapere se poi farsi male è vero o no con il pulsante del tuo cuore poter salire oltre il dolore battiti battiti battiti battiamoci da brutti sporchi e anche cattivi perché dobbiamo vivere da vivi con l'anima tra i denti in questa sparatoria come sarebbe mai la storia se a vincere fossero i perdenti battiti combattiti che sia sconfitta o sia vittoria che sia disfatta o che sia tutta gloria in questa via dove si gioca la partita che noi combatteremo fino all'ultima vita all'ultimo omino io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginare. navi in fiamme al largo delle coste di Orione raggi B balenare nel buio presso le porte di Tannoide. e tutti quei momenti andranno persi nel tempo come lacrime nella pioggia. è tempo di morire. game over May 02 A mali estremi, estremi rimedi. C'mon William!Visto che gocce,camomille, intrugli vari ed affini non funzionano ora provo ad esorcizzare la mia insonnia che mi accompagnia da settembre con un bel sonetto del caro e vecchio William che ne aveva sempre una per tutti mi riesce a far dormire da mesi
Sonetto 61
Per tua volontà è che restano aperti
i miei occhi dalla notte appesantiti?
Ami irrompere nei miei sogni certi
me irridendo con tuoi simili miti?
Mandi il tuo spirito da te lontano
per osservare me e tutto ciò che faccio,
per scoprire vergogne e animo vano
della tua gelosia più saldo laccio?
Oh no, il tuo amore non è così vasto;
è il mio amore a tener svegli i miei occhi,
tenuto sveglio dal mio amore casto,
a far sì che io tuo guardiano mi blocchi.
Per te io veglio mentre tu vegli ovunque
via da me, ma accanto ad altri comunque.
William Shakespeare
E se non funziona o se qualcuno s'offende paga da beve! May 01 Riposo e pensieri.Gran bella giornata oggi in quel di Campagnano a casa di quella pippa di Giovanni che c'ha offerto un'ospilitalità spettacolare, contando che s'è trovato ben 30 persone in giro per casa tutto il giorno, ottima compagnia, ottimo cibo e dulcis in fundo anche il tempo ha retto malgrado le pessimistiche previsioni della vigilia. Nulla ha guastato uno di quei giorni che ti riconcilia con te stesso e ti permette di lasciare da parte qualche cattivo pensiero che magari t'assilla durante tutto l'arco della settimana e proprio un pensiero vorrei rivolgerlo ad una bella persona che non conosco personalmente ma che sto apprezzando in questi ultimi giorni, stamattina ho avuto la possibilità di parlarci un pochino e chiacchera dopo chiacchera mi ha detto una parola che mi ha riportato indietro di qualche anno ad un qualcosa che avevo messo via da tempo.
Bhe cara miss non credo ti servano consigli in merito al discorso fatto, solo tu puoi essere arteficie del tuo futuro mi permetto solo di consigliarti di andare avanti con il sole in faccia e gli occhi volti al futuro tutto il resto vien da sè.
Questo non è stato scritto per te ma ad una persona che mi è stata vicina a suo tempo, spero vivamente che ti porti fortuna e non ti faccia incaxx@re.
Quando resto affacciato alla finestra della mia fantasia
mi piace essere legato ad un sorriso che mi riscalda ma quando il sole va giù l'unica stella che resta a farmi compagnia è il dolce brivido della tua voce ormai musica infinita per me Vi auguro mare calmo e vento in poppa.
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