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8月26日 Another one please.121 giorni di attesa per un nuovo incontro di 47 ore tutte rigorosamente condite da un cielo plumbeo che ci ha regalato anche qualche bella sgrullata d'acqua portata da un vento di traverso che ha ravvivato la pemanenza nella capitale londinese, ma andiamo per ordine.
La sveglia prevista per le 3.00 del agosto questa volta risulta più agevole dell'ultima volta, dopo una rapida doccia accompagnata dalle raccomandazioni dle caso dei miei scendo di casa carico la valigia sul motorino in direzione Casal Bertone per andare a prendere Angelo che puntuale come una cambiale alle 3.30 scende con la sua bella valigia nuova di pacca pronta per essere inaugurata per questo viaggio.
Dopo 5 minuti si arriva a piazza delle Provincie dove ci dovevamo vedere con gli altri due componenti della spedizione, dopo aver preso un giornale all'edicola mi accorgo di essermi scordato delle sterline a casa con una rapida telefonata avverto il cambio di appuntamento sotto il mio portone.
Via XXI aprile è deserta, inbocco via nardini giro verso casa e il motorino perde compressione, scendo provo a vedere il motorino s'affoga spengo riaccendo e nulla il minimo regge ma quando s'accellera si spenge, rapido cambio di programma citofono e allerto il papà dell'emergenza e nemmeno il tempo di salire e prendere le sterline che è pronto ad accompagnarci verso Ciampino dove si arriva alle 4.15, poco male il passaggio l'abbiamo rimediato ora bisogna vedere se risvengo come l'ultima volta, dopo il breve check in e inizia l'attesa per l'imbarco che per dire la verità tra facce assonnate e battute di rito viene ultimato rapidamente senza cedimenti e botte di caldo.
La salita sull'aeromobile porta con sè una gradita sorpresa il trio si mette insieme in rigorosa fila nei tre posti disponibili, io condivido la fila con una rossa dagli occhi verdi che preannuncia già quello che ci attende nella city, chiaramente lei si mette a dormire per tutto il viaggio che però rivelà la sua nazianalità in fase di atterraggio quando se ne esce con un tricolorito "che palle qui piove sempre", annamo bene penso io ma almeno l'aereo è in orario e alle 8.05 si atterra sul suolo britannico con una leggera sbandata sulla destra del pilota che così si fotte l'applauso di rito al termine del viaggio.
Catapultati fuori dall'aereo per esigenze di programma, dopo aver acquistato i biglietti del pulmann, ci fiondiamo al bus stop che ci fornisce l'adeguato riparo dalla tempesta di pioggia che si stava scatenando sopra le nostre teste e che chiaramente ci aveva visto prontamente preparati per affrontarla essendo vestiti in 3 su 4 con maglietta e pantaloncino corto ( ndr appena usciti dall' aeroporto ci siamo imbattuti in un gruppo di tedeschi muniti di striscione e mezzi brilli che si stavano facendo le foto dopo il loro sbarco per assistere alla partita della loro nazionale a Wembely la sera stessa), il sonnacchioso intercedere verso la città è accompagnato dalla lieta vista su ragazza inglese che mi siede sulla destra e che merita la foto di rito è un bel benvenuto che non mi aspettavo.
Dopo un'ora di pulmann l'arrivo in città ci regala il consueto traffico di primo mattino e l'attenuarsi della pioggia che ci dà qualche speranza per il proseguo della giornata, presa la metro l'arrivo in albergo si registra alle 10.30 il check in e il deposito del bagaglio è ancora più veloce di quello che potevamo immaginare e la corsa verso Fulham Brodway e Stamford Bridge è inarrestabile.
Dopo 8 anni ritorno finalmente nel terreno del nemico che si presenta con i coloracci che più disprezzo in bella vista ma tant'è che dentro allo stadio non ci sono stato quindi mi turo volentieri il naso, il biondo che ci da i badge per effettuare il tour riconosce lo stemma della Roma sul k-way e mi dice "Francesco Totti" ridendo io rispondo con "yes" e poi lui puntualizza con un "Man. Utd." io rispondo con un "no commenti" sorridendo e mi domando ma questo con chi sta?Non si vede che io tifo gli indiani sin da piccolo? La visita guidata dalla bionda Helena inizia nella sala stampa, passa dagli spogliatoi e prosegue per il bordocampo per poi terminare nel museo del club.
Finito il giro dentro lo stadio non prima di aver visitato lo shop senza aver comprato nulla andiamo a mettere qualcosa nello stomaco in un negozio di panini, rifocillati (?) si va verso Harrods ovvero il paradiso del di tutto di più, fortunatamente quello che cercavamo lo troviamo quasi subito al piano terra e dopo aver comprato delle borsette da riportare a casa scappiamo fuori da casa Al Fayed.
La linea grigia ci porta alla volta di Tower Bridge ma il tempo fuori ha ben pensato di ricominciare a dare giù con pioggiaincessante e più fitta di solito, dopo le foto di rito la prossima fermata è Piccadilly Circus a mezzo giallo-marrone che ci lasciano in uno dei punti più famosi della città e dove si trova Lillywhite ovvero: un posto dove buttare i soldi.
Dopo circa 1 ora e mezzo di shopping ed la pioggia che aveva calato d'intensità ci si dirige verso Carnaby street anche qui un giro a Soccer Scene è d'obbligo ma l'attesa non viene confortata dai fatti in quanto non si trova nulla di abbordabile da riportare via, la passeggiata prosegue verso Oxford street altro luogo dove poter buttare pound ma la stanchezza la pioggia e il freddo iniziano a farsi sentire quindi lo struscia nella street si riduce ad una rapida ritirata in albergo per andare a farsi la doccia e poi cenare...o amleno il programma era questo a dir la verità ci siamo risvegliati la mattina seguente alle 6.00, orario prestabilito in origine per andare a correre, sempre accompagnati dall'acqua e quindi impotenti dinanzi a Giove Pluvio abbiamo dovuto aspettare le 7.30 e l'apertura della zona ristoro dell'albergo.
Il menù della giornata prevedeva la visita ad Highbury, Cadmen Town e Greenwich ma le cose andranno in maniera differente.
La colazione è quel che è, il clima pure ed il tempo a disposizione è sempre poco ma la pioggia termina e ci ci avventuariamo per Hyde Park fin sotto alla statua di Peter Pan di lì si prosegue verso Marble Arch fin su a nord est fermata Arsenal.
Il quartiere ha un atmosfera tutta sua sarà per il film che ci hanno girato, sarà per la pace che persiste a dispetto delle gru che stanno demolendo ciò che rimane di Highbury ma qui si sta veramente in grazia di God, fatti biglietti per la visita al museo e allo stadio abbiamo la sgradevole sorpresa che l'orariod'ingresso è alle 13.15 e visto il largo anticipo con cui siamo arrivati in loco ci dirigiamo verso Cadmen Town non prima di esserci pelati tutti e 4 la lingua con cioccolato iperbollente.
Inganniamo il tempo dentro al museo dei gunners tra coppe e pezzi di storia che testimoniano che qui non vincono solo tre squadre con le maglie a strisce dopo uno sguardo all'orario e riepilogato il piano del giorno ci riavviamo verso la metro in direzione St. Pancras per poi cambiare verso il mercato all'aperto che attende la nostra visita.
Cadmen Town, ovvero uno dei mercati più belli e colorati della città, ci si presenta chiaramente sotto le grazie di Giove luvio con delel secchiate d'acqua impressionanti che però vegono parate dai tendoni che fanno da tetto alle bancarelle lungo la via, anche qui il bottino di caccia è magro e gli acquisti sono pochi.
Si ritorna nell'underground direzione Emirates Stadium e questa volta in perfetto orario ci presentiamo al meeting point dove insieme ad un'altra trentina di adoratori del Dio pallone ci accingiamo a percorrere quello che per me è un sogno di 1 ora e mezzo, s'inizia dalla tribuna e gli Emirates già danno il meglio di se presentando una visione spettacolare dal campo il prode giovane che ci fa da guida ci spiega che lo stadio è progettato in maniera tale che ogni posto possa assicurare la visione perfetta della partita ad ogni spettatore, dopo la tribuna passando dai sotterranei (dove è presente la prima colonna delle fondamenta piantata il 28/10/2004) si arriva negli spogliatoi e al contrario da quello avvenuto nello stadio dei blues qui ci permettono di sedere sui posti dove si cambiano i giocatori le quattro mura ci fanno da tetto per una ventina di minuti ora ci aspetta il campo.
L'ingresso dal tunnel che ti porta in campo mozza il fiato, percorrere la tenda buia che ti prospetta la tribuna davanti a te con la luce che piano piano ti inizia ad illuminare è come una seconda nascita, finalmente ci siamo e l'odore di erbetta appena tagliata ti entra dentro fin dentro il cervello le foto si sprecano ed il sogno dopo mezz'ora termina non prima di essere passati nella sala stampa ed aver sanzionato l'accordo tra il dott. ranucci e nardo nuovo libero acquistato dai gunners il tutto sugellato dalla mia supervisione.
Tanto per cambiare ripiove a vento e la prossima meta è Westminster dopo 10 minuti di di tempesta percorrendo Birdcage Walk e tagliando a St. James Park sbattiamo davanti a Buckingam Palace proseguendo poi per Oxford Street in cerca di negozi che si rivelano quel che sono: un'altra fonte di spesa.
La cena (?) è quel che è la stanchezza tanta ma stasera una birra ce la facciamo e vista la poca voglia di uscire una lattina per uno ci basta ed avanza anche se consumata a letto con il grande fratello inglese che ci fa compagnia in tv.
La mattina mi sveglio alle 6.00 provo a tirar giù Antonio per andare a correre ma non c'è nulla da fare e malgrado non piova stavolta tocca fare i conti con il sonno...vince il secondo e non a causa mia, il magone inizia a salire così come l'ora della partenza.
Craven Road si mette in mezzo tra noi Paddington, due fermate di tube e Queen's Mary Gardens belli come sempre richhi di colori e stavolta di strane statue al centro del parco, la camminata ci porta a costeggiare il laghetto di Rent's Park sono le 10 e tocca tornare a Piccadilly per gli ultimi acquisti e cercadno di bruciare le ultime sterline rimaste nelle tasche.
Stranamente non fa ne caldo ne freddo quindi si decide di camminare fino all'albergo facendoci tutta Jermyn Street salendo su da Hyde Park dopotutto è mezzogiorno alle 14.35 ora della partenza del bus verso Stanstead ce ne passa, si arriva con estrema calma e poca scioltezza di gambe a Queensway verso le 13.15.
Il Mc Donald che ci ospita è piccolo e come sempre affollato, il panino scende e non scende l'acqua aromatizzara alla coca cola che mi hanno dato è talmente gelata che pure Messner tenterebbe a mandarla giù, si passa in hotel a prendere le caligie mi piazzo nella hall ed infilo dentro le ultime cose comprate in mattinata e si parte alla volta di Liverpool Street a prendete il bus.
L'arrivo, grazie al traffico, in aeroporto è in discreto ritardo il check in è difficoltoso in quanto dopo aver detto alla tipa dello sportello che avevamo solo un bagaglio al momento di passare ai varchi ci romandano indietro dicendoci che sull'aereo sale solo un bagaglio e gli zaini contano al contrario di quanto avviene in Italia, il pagamento del check in posticipato ci costa 40 sterline pagate con la carta di credito del sor Antonio si corre verso l'imbarco ma il mio zaino non passa al controllo, la colpevole è la mia macchinetta digitale esplosiva che non piace al metal detector e dopo la perquisizione operata da una bella inserviente dello scalo alle 16.50 si riesce a scattare verso il gate 40 da dove alle 17.15 poi si sarebbe dovuti partire.
Mentre fuori spunta addirittura il sole dopo 5 minuti di corsa zaino in spalla raggiungiamo il gate di partenza, messici in fila dopo un minuto arriva la notizia che il nostro volo in assenza dell'aereo che ci avrebbe dovuto riportar sul suolo patrio è rinviato di due ore altri sessanta secondi e ci accorgiamo di essere in fila per un volo diretto in puglia e che il nostro gate di partenza sarebbe stato il 50 indi per cui nuova corsa in fondo alo scalo ma invertendo i fattori il prodotto non cambia e la partenza è sempre prevista, si spera alle 19.20, le ultimo due ora in terra britannica ci vengono allietate dalla compagnia di miss russia alla mia sinistra e di miss england alla mia destra il tutto sorseggiando amabilmente per la mia prima in vita mia una cocacola zero.
Il ritorno a Roma si svolge senza problemi tranne un pò di turbolenze che ci hanno fatto ballare sopra la Francia e l'hostess della Ryan Air tal "Dijana" che oltre ad essere tanto per cambiare rossa con gli occhi azzurri che non credo abbia mai avuto tante attenzioni su di sè quando ha mimato le azioni da compiere in caso di emergenza, arrivati sulla capitale fa sempre un certo effetto affacciarsi al finestrino e vedere di sotto le zone che conosci illuminate come se fosse natale, anche casa tua si distingue in quel percorso volante che tutte le sere fa passare sopra la tua testa un aereo che riporta a domicilio altri ricordi e altre speranze di vacanza che non si rinnoveranno fino al prossimo viaggio almeno distante altri 221 giorni allorquando, se tutto va bene, rivedrò la terra di Albione.
Ho finito o almeno credo, questo è il racconto del 4° capitolo inglese che come sempre son contento di aver vissuto, i ricordi belli sono tanti ed elencarli tutti oltre che noioso sarebbe più stucchevole di quello che ho scritto, anche se il tempo non ci ha aiutato anche questa volta abbiamo maratonato per la città senza sosta e alla fine tutto è filato liscio senza intoppi.
Sicuramente di tutto quello che abbiamo vissuto mi rimangono in testa gli insulti di Angelo allo stormo di papere e piccioni che ci seguivano in cerca di cibo ad Hyde Park, Antonio che simula l'entrata in campo correndo nel sotto passaggio degli Emirates Stadium, Roberto che ha condiviso con me il torcicollo che c'è preso nelle vie della città a causa delle indigene, tanti ricordi tutti belli che tengo per me.
N.d.r
Per la cronaca ieri sera sono stato a Trastevere che mi ha riportato nella triste realtà italica composta da manichini con le ciglia fatte muniti di infradito accompagnati da finte modelle sui tacchi che sono dei trampoli veri e propri, ancora una volta e per sempre w l'Inghilterra ed il popolo che ci vive li se guardi qualcuno ti risponde con un sorriso qui lo sguardo lo devi volgere altrove per lo spettacolo che ti si para davanti.
8月19日 Villa Ada."Bella" villa posta tra la via Salaria e la via Olpimpica, un posto che potrebbe essere uno dei fiori all'occhiello della Capitale ma che, malgrado l'alternarsi delle giunte comunali, rimane sempre lasciata in stato di semiabbandono priva di strutture d'accoglienza per i visitatori ed in uno stato vitanaturaldurante di zona semidesertica allo stato brado manco ci fossero passati una mandria di bufali del far west.
Visto che saltuariamente oramai sono due mesi che ci vado ora passo a descrivere la popolazione che la frequenta:
Di coppie ce ne sono diverse e colorate, di tutte razze ed età, da quelle pudiche sempre mano nella mano a quelle che si rotolano per i prati fregandosene di chi passa sino ad arrivare a quelle più attempate che magari in escursioni extramatrimoniali dopo aver fatto quello che dovevano fare escono da anfratti sospetti facendo finta di essersi persi durante una tranquilla passeggiata pomeridiana.
I bambini: la villa dovrebbe essere il loro regno per il divertimento invece quello che gli si prospetta a livello ludico sono quattro giostre malridotte, un altalena di cui rimane solo la struttura (ci si può dondolare con il pensiero volendo), uno scivolo, un castello su cui arrampircarsi dove l'abilità del bambino viene misurata nel riscendere vivo da questo fantastico gioco. Vista la poca possibilità di divertrisi con i mezzi approntatio dal comune i bambini più fortunati si muniscono di bicicletta e cercano di scorrazzare intorno al laghetto ma i pericoli maggiori, oltre al loro traballante intercedere, è costituito dai cani lasciati sciolti e se ne vanno tranquillamente in giro con i loro padroni che a pochi passi li controllano con lo sguardo ma che se ne fregano se i quadrupedi costituiscono degli ostacoli in movimento per i nani che scorrazzano su due ruote.
Gli "sportivi": anche qui la scelta è vasta si parte dai corsaioli (tra cui ci sono anche io) che si suddividono in:
I professionisti,che vista la off season per tenersi in forma continuano in percorsi "fai da te",che ti fanno venire il mal di testa per come mulinano le gambe l'unico modo per stargli dietro e rincorrerli col motorino o sparargli a vista, il loro peso va dai 40 kg ai 60 kg per gli uomini le donne a malapena arrivano ai 50 kg.
Gli abituali,quelli che corrono sempre tutto anno, gente di provata fede che non curanti del clima e dei posti si dilettano nel correre per mantenersi in forma con il loro ritmo non curanti delle gazzelle e delle antilopi da corsa che ti sfrecciano accanto, il loro peso va dai 60 ai 75 kg per i maschietti le femminucce arrivano ai 60 kg.
Gli stagionali,questa è la categoria pù bislacca che esiste, sono quelli che in preda a crisi d'identità li vedi da maggio a luglio, loro sono di tutte le forme e dimensioni più o meno storti che corrono per cercare di perdere peso a tutti costi perchè in caso contrario il pantalone a vita bassa non gli potrebbe calzare a pennello o la minigonna potrebbe rivelare inevitabili inestetismi che travierebbero eventuali serata passate in giro, lo "stagionale" arriva firmato di tutto punto con magliettine in via di pensionamento appartenenti alla collezione dell'anno passato rigorosamente inprofumati ed a volte occhialodasolemuniti perchè fa trendy, il loro peso va dai 75 in sù per i boy, le girl costantemente over 60 kg.
Gli esibizionisti, qui bisogna scegliera tra quelli vestiti e quelli semi-nudi. Quelli vestiti sfoggiano vestiti che escono dal galà della sera prima e che indossati tra erba e sassi sono peggio di un calcio in mezzo alle gambe soprattutto per la sensazione di dolore costante che provocano in te quando barcollando camminano su terreni impervi e che un passo dopo l'altro affannosamente procedono in quello che potrebbe essere l'ultimo cosa che fanno in posizione eretta nella giornata, i semi-nudi invece sono quelle graziose ragazze (graziose è dir poco) che vengono d'estate a prendere il sole in costume telo e abbronzante munite che si mettono chiaramente in posti in cui possono essere viste da chi sta passando nelle vicinanze in quel momento...si renderanno mai conto che andare addosso ad una siepe di alloro mentre si corre non è stato gradevole? -__- 8月11日 Ordinary worldMetti una sera che esci presto, metti pure che vai a bere birra e se proprio devi farla completa trovi pure un bel posto sull'aventino con tavoli all'aperto.
Metti che dopo un bel pò trovi la Slalom alla spina e chiacchera dopo chiacchera te ne fai un litro, l'alcol sale e le stelle non si vedono a causa di un cielo che non regala nulla se non le nuvole che stanno lì a fare da cappello ad una Roma semivuota nella notte di S.Lorenzo che pace all'anima sua se ne andò nel 258 quando il mondo sicuramente era meno folle di adesso almeno all'epoca in caso di scambio di vedute te la cavavi in un duello spada contro spada ora se difendi una barista importunata da 3 imbecilli ti prendi una pallottola su una gamba e te ne vai all'ospedale.
Notte senza stelle e ritorno alle 2.30 dici che c'è di strano?Forse che alle 6.15 devi portare gli sposi alla stazione perchè devono partire col treno?
Naa quello è il minimo, il problema è che ci sta ancora l'alcol in circolo e l'unico modo per farlo esalare è aspettare...aspetti,aspetti e aspetti guarda che sono le 5.50 hai aspettato pure troppo tra poco è ora di uscire, nel frattempo su raitre passa "l'odore della notte" e ti chiedi come mai certi film li fanno in orari vampireschi quando la sera invece ti devi sorbire il solito minestrone di mummie che si esibiscono in quella cosa che chiamano ancora televisione, esci alle 6.10 e come al solito il ritardo è ditro l'angolo o meglio all11° piano, aspetti 20 minuti continuando a camminare come uno scemo in maglietta e pantaloncini col freddo che ti pungola e almeno non ti fa addormentare.
Piazza Bologna stazione andata e ritorno 20 minuti netti con scarico e carico dei bagagli, giornalaio con corriere dello sport che ti ricorda la serata che si passa con Roma-Juve in tv, colazione al bar vai a prendere l'ascensore che chiaramente alle 7.10 è occupato, sali a casa e dici che fai ti metti a dormire? La stanchezza c'è, la voglia pure, l'unica cosa che manca è il sonno che prima o poi arriverà riaccendi raitre e ti trovi Renato Salvatori in "Marisa la civetta" gran film in un Italia e bianco e nero che era uno spettacolo da vedere e da vivere, cuscino in testa film che scorre e aspetti il sonno tanto prima o poi arriva e si che arriva come lo stop di mammarai che interrompe il film e manda un programma che da me s'è preso solo un vaffa al posto dell'attenzione che doveva suscitare negli intenti dell'autore.
Il sonno non arriva, le madonne sono iniziate di prima mattina allora scendi alle 7.30 e vai dal barbiere a darti una rasata in testa, la nota positiva è che sei il primo nell'ultimo giorno di apertura quindi per 30 minuti te la godi con la gente che aspetta dietro di te, si vive di soddisfazioni dopotutto.
Torni a casa e dici "tanto arriva eh", riaccendi raitre e ci sta quel pesce lesso di Minoli con la "storia siamo noi" tutto va bene ma dormire con in sottofondo la storia di un sottomarino affondato non è che sia il massimo nella vita, passano le 9.00 e arriva Totò questo può essere un buon compagno per aspettare il sonno che prima o poi deve arrivare.
Il letto c'è il cuscino pure il sonno sta arrivando e si, è proprio ora quasi quasi ci siamo.
Già alle 10.00 ho un appuntamento e devo uscire di casa, il sonno arriverà prima o poi ma stavolta tocca vedere se lui troverà me io sto per uscire.
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