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    5월 15일

    Senza titolo.

    Capita spesso nel corso di un'esistenza di vivere situazioni spiacevoli.
    Capita di soffrire per fatti che ti accadono o a causa di persone che ti stanno intorno.
    Capita di commettere errori che in passato ti sono costati cari e che nel tempo si faranno sentire dentro di te in maniera sempre più pesante e ingombrante.
    Capita che dopo giorni di apparente calma all'improvviso, senza motivo, tutto sparisca come un colpo di vento che arriva e spazza via quello che trova davanti a sè.
    Capita di rimanere da soli, fermi, immobili davanti a tutto e a tutti, continuando a chiedersi il perchè degli avvenimenti che ti stanno investendo.
    Capita di sentirsi sperduti in mezzo al mare della vita.
    Capita che in una sera in cui si doveva andar a correre, in un giro che ormai è sempre lo stesso, invece si rimanga a casa per via di un mal di testa che non vuole sapere di lasciarti in pace.
    Capita di accendere il pc più che per abitudine che per un vero e proprio bisogno.
    Capita di sdraiarsi sul letto con il solito cuscino in testa in cerca di un pò di buio che possa farti compagnia.
    Capita di alzarsi senza motivo e vedere una finestrella lampeggiare che ti fa leggere quello che mai e poi mai avresti pensato ne lontanamente immaginato.
    Capita di rimanerci veramente male perchè quello che è successo a te non lo augureresti mai a nessuno.
    Capita di sentirsi cadere addosso il mondo intero e di morire dentro per quella che consideri essere l'ultima volta.
    Capita che devi rialzarti ed affrontare quello che hai davanti, perchè nel momento in cui non puoi correre a causa dei cazzotti presi fermarti non serve a nulla, ma camminare e sorridere verso il sole non è mai sbagliato.
    Affinche non ti capiti più di sprecare le lacrime per persone che non se lo meritano, per ciò di bello che hai provato e che proverai, mia cara miss come ti ho detto le parole servono a ben poco ma ho solo questo:
     
     
     
     
    Non sono nulla, non posso nulla, 
    non perseguo nulla.
    Illuso, porto il mio essere con me.
    Non so di comprendere, 
    né so se devo essere, 
    niente essendo, ciò che sarò.
    A parte ciò, che è niente, un vacuo vento
    del sud, sotto il vasto azzurro cielo
    mi desta, rabbrividendo nel verde.
    Aver ragione, vincere, possedere l'amore
    marcisce sul morto tronco dell'illusione.
    Sognare è niente e non sapere è vano.
    Dormi nell'ombra, incerto cuore.
    .
    Fernando Pessoa
     
    Nihil difficle volenti
    5월 9일

    + calci - calcio

    Stadio Olimpico ore 18.00 finale di andata Coppa Italia 2006-2007, contro il calcio moderno che ti vuole schiavo delle pay tv presenza costante e massiccia a certificare una fede che non crollerà mai, uniti da un sentimento e pronti alla battaglia avanti Roma la tua gente ti acclama.
     
     
    Il calcio ha significato troppo per me e continua a significare troppe cose, dopo un po' ti si mescola tutto in testa e non riesci più a capire se la vita è una merda perchè l'Arsenal fa schifo o viceversa. Sono andato a vedere troppe partite, ho speso troppi soldi, mi sono incazzato per l'Arsenal quando avrei dovuto incazzarmi per altre cose, ho preteso troppo dalla gente che amo. Ok va bene tutto, ma non lo so, forse è qualcosa che non puoi capire se non ci sei dentro: come fai a capire quando mancano tre minuti alla fine e stai 2-1 in una semifinale e ti guardi intorno e vedi tutte quelle facce, migliaia di facce, stravolte, tirate per la paura, la speranza, la tensione, tutti completamente persi senza nient'altro nella testa e poi il fischio dell'arbitro e tutti che impazziscono e in quei minuti che seguono tu sei al centro del mondo, e il fatto che per te è così importante, che il casino che hai fatto è stato un elemento cruciale in tutto questo, rende la cosa speciale perchè sei stato decisivo come e quanto i giocatori, e se tu non ci fossi stato a chi fregherebbe niente del calcio; e la cosa stupenda è che tutto questo si ripete, continuamente, c'è sempre un'altra stagione. Se perdi la finale di Coppa in maggio puoi sempre aspettare il terzo turno in gennaio e che male c'è in questo? Anzi è piuttosto confortante se ci pensi...

    Nick Hornby (Febbre a 90°)

    5월 8일

    Non è la gelosia.

    Girolonzolando in rete mi capitato di sleggiucchiare questo saggio su una malattia che affligge molte persone, fortunatamente non appartengo alla schiera di gente che si lega agli altri per meri interessi personali e che rivendica un diritto di proprietà su chi ha vicino.

    Se vi reggono gli occhi per leggere meditate gente. 

     

    Cosa è la Gelosia

    Davanti
    al fenomeno della Gelosia si snoda un grosso filone letterario che trova le sue fondamenta sia in un deposito cultural-istintuale sia in un filone narrativo basato sull'amor cortese. Di certo la Gelosia è sia un fenomeno incontrollabile relegato alla sfera inconscia dell'individuo sia a comportamenti e abitudini reiterati non corrette durante il proprio cammino di crescita. Dal punto di vista dell'antropologia culturale e della sociologia potremmo dire che esso appartiene al bisogno sociologico di formare stabilità in un nucleo relazionale sia esso di amore che di amicizia oppure legato a questioni esistenziali probanti (lavoro, territorio, proprietà, ecc.)

    La necessità della stabilità nei rapporti affettivo-relazionali si pone come fondamento psico-sociale sia nell'ambito delle relazioni familiari, sia in quelli di carattere amicale, sia in quelle di carattere social-economico.

    Pertanto il bisogno di difendere tale stabilità fa scaturire un "sentimento", una pulsione che garantisce la difesa di tale stabilità.

    Il problema incomincia a sorgere qualora l'uomo si rende conto che ogni pulsione, di per sé quasi sempre neutra, ha bisogno di essere "amministrata" nell'ottica di un valore, cioè di "un bene per".

    L'amministrazione di questa pulsione non sempre riesce in maniera costruttiva ma spesso opera una dinamica distruttiva sia per coloro che la vivono sia per coloro che ne sono "oggetto".

    Dietro i bisogni fondamentali di "Identità e di Affettività" (vedi qui) la Gelosia si manifesta in un io ferito ed immaturo che vive nell'esasperazione veemente il sentimento di "angoscia abbandonica" scaturente dai primi anni dell'infanzia e alla struttura educativa genitoriale.

    Se il soggetto ha già una struttura orientata a questa "ferita abbandonica" non è però detto che ne sia così determinato se sperimenta, nel clima familiare, una presenza gratuita e formativa dai propri genitori.

    Dal punto di vista dell'antropologia cristiana questo rimane ancor più vero poiché il soggetto vive e nasce con una struttura ferita dove la grazia e la collaborazione attiva alla Sua azione può ristrutturare e correggere sia ferite strutturali, che ferite educativo genitoriali.

    Di per certo una diffusa letteratura che ha valorizzato e "glorificato" questa pulsione, come per esempio quella diffusa dell'amor cortese, ha non poco contribuito ad esasperare e a colorare di positivo ciò che invece è realmente distruttivo sia per il soggetto "geloso" sia per chi ne subisce la sua influenza.

    La confusione, sia letteraria che dei valori, in merito alla Gelosia ha portato a confondere questa con il "senso di Appartenenza" che invece, rifacendosi anche ad una matrice antropologico culturale, è sana ed è sempre costruttiva e mai distruttiva ai fini dei rapporti sociali.

    La dove la Gelosia incatena l'Appartenenza rende responsabili.

    La dove la Gelosia non è mai sazia e tende a fagocitare l'ambiente, l'Appartenenza rispetta l'etimologia della parola Gelosia (zelous) avendo una cura appassionata e rispettosa per il reale.

    La dove la Gelosia è incatenata e crea dipendenza, l'Appartenenza crea desatellizzazione, autonomia e comunione nelle relazioni.

    La dove la Gelosia bestemmia e degrada se stessi, le nostre relazioni e la persona amata, l'Appartenenza valorizza il sé e le sue relazioni.

    E' mio personale parere che ognuno deve fare i conti con la propria immaturità affettiva ma, nei diversi gradi, ogni geloso può, con l'aiuto della grazia e la collaborazione attiva a questa, crescere, ordinar-si e maturare un senso di appartenenza.

    Tale cambiamento, che è una vera e propria conversione, non avviene magicamente... nulla nel cristianesimo è magico e comporta accoglienza e lotta nella Grazia... ma è possibile!

    Una persona gelosa può guarire e trasformarsi da geloso in responsabile verso se e il proprio mondo relazionale.

    In fin dei conti il geloso ha il "sé" come punto di partenza e di orizzonte.

    Il senso di appartenenza ha il "noi" come punto fondante il "sé" e come orizzonte di comunione.

    I fondamenti della Gelosia

    La Gelosia trova le sue fondamenta in una persona che non si piace e non si stima e spessissimo in una persona non desatellizzata. Si mendica con la violenza ciò che non si ottiene naturalmente.

    In qualche maniera si estende quella fonte dei bisogni primari tipici nel neonato di cura, affetto e di centralità della propria esistenza.

    Però mentre nel neonato questi passaggi sono necessari per una strutturazione dell'io, nel geloso si sono come cristallizzati e sono virulenti quando meno ce li si aspetta.

    Il Geloso è insicuro e diffonde insicurezza, spesso unisce a tale sentimento anche una condizione ansiogena.

    Anche una persona che sembra apparentemente equilibrata, in determinate situazioni che colpiscono la delicata sfera delle profondità affettive, può manifestarsi come un "geloso".

    In fin dei conti il Geloso, spesso, non vuole crescere, vuole solo manifestare il suo bisogno di possesso confondendolo con l'amore. Questa visione tipica dell'amore cortese, confonde la Gelosia con l'Amore.. in tale visione non si vuole il bene dell'altro ma fagocitarlo, possederlo, per garantire a se stessi il proprio valore.

    Spesso i soggetti gelosi si incontrano e confondono un sentimento autentico di donazione reciproca con un sentimento velato e latente di gelosia auto-illudendosi che questo sia amore.

    A volte vivono tutta una vita così non maturando mai (strutturando quella che si dice una coppia a vita-relazionale-chiusa).. e poiché hanno incontrato un soggetto che vive la stessa patologia rimangono ancor più fermamente cristallizzati in questa povertà ed in questa illusione.

    Per tali motivi, pur manifestandosi in maniera diversa, la Gelosia non è propria solo di un sesso ma è presente in ugual misura in entrambi i sessi.

    Anche nella vita pastorale la Gelosia non smette di "mietere" vittime..

    Come ogni contesto sociale, sia esso politico, lavorativo, collaborativo, anche la vita delle nostre comunità non è immune da questa patologia.

    E come in ogni contesto sociale essa colpisce tutti impiegati e dirigenti, tesserati e leader politici, laici e clero.

    Il geloso spesso non è disponibile al servizio ma, se lo è (anche se non appare) usa gli altri e le situazioni.

    D'altronde non è capace di gesti di gratuità perché tutto gira, in fondo, sul suo tornaconto affettivo e sulla stabilità della sua nevrosi.

    Per questo facilmente tiene il "muso" e si nutre dell'altrui senso di colpa. In genere è un lamentoso per professione.

    Non ama invece promuovere la responsabilità sulla colpa proprio perché è incapace di maturare responsabilità verso se medesimo. Spesso matura un sentimento distruttivo parallelo di invidia.

    Il non piacer-si non lo fa riuscire sull'essere se stesso e pertanto legge la riuscita degli altri non come un dono partecipativo ma come una sconfitta di sé. In questa dinamica il geloso è "intriso" del cancro della superbia.  

    Il Geloso in fin dei conti è un narcisista che fa ruotare tutto attorno a sé e ai suoi fantasmi tende ad essere falso, untuoso, manipolatorio, mormoratore, incapace di gratuità e di collaborazione.

    Gelosia e invidia

    Sebbene la Gelosia si distingua per natura dall'invidia essa però porta la stessa matrice ferita.

    La Gelosia non sopporta la separazione dall'altro; l'invidia non sopporta l'essere dell'altro.

    Tale distinzione pur necessaria logicamente è in realtà puramente discorsiva poiché sia l'Invidia che la Gelosia nascono (psicologicamente) da una poca stima di sé e da un residuo infantile della vita affettiva, pertanto spesso si uniscono in maniera tale che è difficile dire dove finisce l'una ed inizia l'altra!

    Entrambe nascono però dalla stessa nevrosi affettiva e di identità. (vedi qui).

    Spesso dietro entrambe c'è un chiara confusione vocazionale; vocazione al sé e vocazione specifica; a volte si colora anche di vocazione profetica e di devozione.. ma è una colorazione puramente fittizia perchè non è generata da un dono e una chiamata ma da una ferita interiore costantemente auto-alimentata.

    La protezione necessaria

    Per amore di sé e dell'altro è necessario proteggersi dal Geloso con amore e con fermezza.

    Questo si può fare solo se si ha fatto i conti con la propria immaturità e il proprio grado di Gelosia.

    Se si è fatto un buon cammino sulle proprie ferite si può aiutare l'altro innanzitutto con la presenza empatica e poi qualora ne si ha la possibilità con atteggiamento specialistico.  

    "Divenire indipendenti non significa fare a meno degli altri, ma saper fare a meno del bisogno degli altri" suggerisce Vittorio Albisetti.

    Se rimani dipendente da qualcuno generi Gelosia in te e in lui/lei. Devi insegnare a te stesso e al partner geloso a trattarti come vorresti essere trattato; guadagnare giustamente i tuoi spazi.

    Parla con ognuna delle persone verso le quali ti senti dipendente.

    Di' loro che d'ora in avanti deciderai autonomamente, pur nel rispetto della situazione.

    Se puoi, smetti di frequentare le persone da cui dipendi.

    Insisti sulla tua indipendenza economica, senza timore.

    Accetta pure il compromesso, ma mai se ciò ti fa perdere la tua indipendenza.

    Spiega pure verbalmente perché fai una cosa, soprattutto quando ti senti in obbligo di farla.

    Deciditi anche a dire di no; saper dire di no talvolta è il gesto di amore più grande.. è un profondo sì alla vita, al rispetto, all'altro e a se stessi. "Se il tuo partner desidera andare in un posto diverso da quello scelto da te, permettiglielo. Ricordati che si può sempre cambiare. Se ti accorgi di essere sottomesso, dipendente, puoi smettere di esserlo."

    Tuttavia, talvolta, ciò è difficile perché il geloso sceglie i suoi simili in un circolo di alleanze sotterranee ed immature.

    In tale "circolo relazionale di immaturità" non si capisce mai realmente chi è il carnefice e chi la vittima.

    La persona gelosa non comunica, si sfoga con altri che non sono la persona interessata e non sa distinguere i contesti protetti da quelli non protetti... anzi se può sceglie proprio quelli non protetti per instaurare alleanze a sostegno della sua nevrosi.

    Il Geloso non sa stare realmente da solo, non sa realmente essere autonomo.

    Il Geloso non è capace di intimità e di indipendenza.

    Se diventi indipendente, anche chi desidera dominar-ti inizierà a rispettarti.

    Se inizi ad amar-ti poni il contesto psico-affettivo affinché anche l'altro si ami e si rispetti... o alla peggio non permetterai all'altro di farti realmente del male e quindi eviterai che l'altro strutturi sempre più la sua patologia.

    Nella vita di coppia tali accorgimenti cautelativi sono necessari come l'aria che respiriamo, infatti la vera intimità nasce dalla maturità e non è da confondere con l'intimità fisica, la quale vissuta nell'impulso di superficie della sessualità genitale nasconde in realtà un radicale bisogno di possedere l'altro e di confermare la propria isteria gelosa.

    La vera intimità genitale presuppone una libera donazione sessuata e quindi una guarigione dalla frustrazione e dalla nevrosi della Gelosia.

    Impara a conoscere te stesso.

    Impara a stimarti e a conservare la tua dignità.

    Convinciti che siamo tutti simili, pur essendo unici e irripetibili. Rischia, anche a costo di sbagliare.

    E' sempre più vitale che non far e nulla e diventare cooperatori della nevrosi.

    Amore non significa Gelosia

    La Gelosia uccide la libertà della persona.

    La Gelosia dà sofferenza, l'amore dà libertà, salute psichica e spirituale.

    Chi crede che se prova Gelosia ama. È nel torto.

    L'amore è rispetto per l'altro, per le sue scelte, qualunque esse siano.

    Il geloso non dà mai, pretende soltanto, anche quando sembra che dona.

    La Gelosia è una malattia, e come tale deve essere curata.

    Il Geloso dice "mio", il maturo dice "tu".

    Amare significa capacità di trascendenza, Gelosia significa incatenarsi ed incatenare.

    L'Amore porta alla ricerca del bello e del vero; la Gelosia vive di dipendenze, nostalgie e di ricordi; alimenta e genera fantasmi; spiritualizza i difetti e non li chiama per nome.

    Così facendo l'uomo veramente uccide pian piano il divino che c'è in sé e tende a soffocare ed obnubilare il divino che c'è nell'altro. L'amore invece promuove il vero sé ed il divino dell'altro.

    La Gelosia e l'invidia sono una una nevrosi.

    Ci fa amministrare le nostre passioni.

    E si amministra solo ciò che si conosce.

    Il bisogno non fa maturare la personalità.

    Il bisogno non è mai una scelta.

    Il bisogno non è mai sazio.

    Il bisogno non è razionale.

    Il bisogno rende schiava la persona che soggiace.

    Il bisogno non rende liberi.

    Il bisogno fa soffrire.

    Il bisogno può essere diabolico, divide!

    La Gelosia è un bisogno.

    L'Invidia è un bisogno.

    Alcuni consigli pratici

    (liberamente ispirati dal saggio sulla Gelosia di V. Albisetti)

    Come favorisci la dipendenza

    Se ti senti imbarazzato nell'esprimere la tua opinione; se ti senti offeso da ciò che gli altri dicono o pensano di te; se non riesci a vivere senza prendere ordini; se non sei te stesso di fronte a una persona dominante; se menti costantemente sul tuo operato affinché gli altri non si irritino; se subisci passivamente invasioni nella tua privacy; se chiedi il permesso per fare qualsiasi cosa; se cadi in depressione quando hai un insuccesso; se ti senti sempre in obbligo verso qualcuno; se permetti che gli altri decidano per te; se provi vergogna di te e dei tuoi familiari.

    Se fai tutto questo poni le condizioni dell'invidia e della Gelosia perché sei oppresso dai tuoi fantasmi infantili e pertanto non sei capace di gesti di amore maturo.

    Sappi però che puoi guarire con la consapevolezza e con l'aiuto di un supporto di relazioni mature che ti aiutano la corretta percezione di te stesso.

    Non si deve dimenticare al propria dignità morale. Non si deve accettare passivamente la vita con una persona gelosa. (Se accetti ti suicidi). Né ci si deve illudere che tutto passerà senza alcun intervento mirato.

    Purtroppo questo tipo di nevrosi non migliora con il passare del tempo.

    Difficilmente un geloso, invecchiando, guarirà. Con molta probabilità, invece, peggiorerà.

    Non farti prendere dal panico e poniti delle mete che abbiano come scopo almeno la salvaguardia della tua identità psichica e fisica.  

    Evitare l'isolamento sociale

    Frequenta amici, feste e locali pubblici. Non rinunciare alle vacanze. Se il partner non viene o indugia, parti senza di lui. Ritagliati ogni giorno spazi di riposo, di silenzio, per esempio prolungando i momenti in cui sei solo, quando esci per far la spesa, quando torni dal lavoro o vai a far visita ai parenti.

    Leggi buoni libri, soprattutto libri utili e di facile lettura, semplici ma profondi, che abbiano contenuto, diano indicazioni pratiche e non annoino. Manifesta i tuoi sentimenti al partner. E' meglio sfogarsi che tener dentro, reprimere le proprie emozioni.

    Fa' attività fisica, ginnastica, moto, passeggiate. Evita le diatribe, il volere aver ragione a tutti i costi anche se l'hai realmente.

    Non serve a nulla.

    Il problema non è tuo, ma del tuo partner. Non scontrarti frontalmente quando il tuo partner ti accusa, ma sii determinato, fiero nel difendere la tua dignità. Non ingannarlo, non dirgli bugie. Non raccontargli mai le esperienze avute con altre persone prima di incontrare lui/lei. Non te lo perdonerebbe mai.

    Se ti senti solo, scrivi i tuoi sfoghi, anche se non li leggerà nessuno. Vedrai che ti servirà.

    Se sei geloso  

    Non devi giudicarti, ma analizzarti per capirti. Nel passato si torna sempre per vivere meglio il presente. Non si deve mai andare nel passato per il passato! Il trucco è prendere la vita come crescita, riconoscersi per migliorare, senza farsi paralizzare quando si sbaglia. Nulla è perfetto e nulla è totalmente sbagliato.

    Prendi in esame le scelte che hai operato nel corso della vita.

    Pensa anche a quelle che potevi fare e non hai fatto. In fondo, ciascuno è il risultato delle scelte che si sono fatte.

    Scoprire chi sei ti aiuterà a capire perché ti sei intrappolato in quel tipo di nevrosi o in quel senso di vuoto, di nullità, di insoddisfazione. Quindi interrogati sulle ragioni per cui persisti in un atteggiamento distruttivo invece che eliminarlo.

    Devi domandarti: che cosa ottengo con questo comportamento? Perché lo mantengo? Perché persisto, se mi fa male? Le ragioni della nostra infelicità sono sempre, o quasi, dentro di noi.

    Imparare a conoscerci è difficile, ma è una soluzione radicale.

    Una volta che avremo imparato a conoscere le profondità della nostra personalità, allora potremo anche cambiare le parti nevrotiche.

    La Gelosia inoltre manifesta il bisogno di Dio. In fondo tale patologia se correttamente affrontata può portare alla radice della propria domanda affettiva e all'incontro vero con il Dio vivo. Ricordati della Direzione Spirituale e di qualcuno "che altro da te", ti faccia da specchio e ti aiuti a superare le tue nevrosi.

    Come aiutare un geloso

    Premesso che nessuno può aiutare un geloso se questi non vuole farsi aiutare, ecco alcune indicazioni utili.

    Non sollecitare il suo senso di inferiorità. Usa sempre la massima sincerità. Aiutalo a conoscersi profondamente. Non farlo vergognare del suo problema. Non ricattarlo affettivamente. Non tradirlo, non porlo in situazioni di sospetto. Comunica sempre con il partner geloso, esternandogli ogni problema.

    Fallo sentire sicuro del legame che vi unisce. Sii premuroso nei suoi confronti. Infondigli fiducia. Condividi i suoi problemi.

    Mostragli il tuo affetto in tutti i modi. Fallo uscire, mettilo in contatto con la gente, fallo parlare, fallo comunicare, leggere, accrescere la sua cultura. Non prenderlo mai in giro. Fa' in modo che riesca a immedesimarsi in te. Amalo sinceramente. Amalo dicendo anche di no!

    Evitare il silenzio, in ogni modo

    In genere il miglioramento non avviene improvvisamente, ma per gradi. Spesso si è portati a eliminare la Gelosia allontanandosi dalla persona in questione o svuotando il rapporto del suo valore intrinseco. Cerca, invece, il dialogo, anche se ciò dovesse comportare cose spiacevoli. Un rapporto silenzioso potrebbe far pensare che la Gelosia sia superata. E' invece solo spostata, sotterrata. La comunicazione deve essere chiara. Il geloso vive la realtà in bianco e nero.

    Difficilmente riesce a mediare, a vivere le realtà complesse, ricche di problematiche, di sfumature, di contraddizioni; preferisce parole comprensibili, immediate, semplici, non soggette a fraintendimenti, a confusione. Molte volte la comunicazione verbale può essere sostituita con successo da quella scritta. Anche qui sii completamente sincero, a costo di essere spiacevole.

    Nel caso della comunicazione verbale, all'inizio è consigliabile parlare di tutto, soprattutto di cose generiche, neutrali, inoffensive, magari divertenti, ma non dei problemi di Gelosia.

    Se per caso o inconsapevolmente si dovessero sfiorare argomenti "pericolosi", è opportuno cambiare subito discorso.

    Consigli utili per dialogare

    I due partner non esauriscano necessariamente tutto ciò che devono o vogliono dirsi. Se l'argomento non è stato del tutto approfondito, lo si potrà fare la volta successiva.

    Ci si metta d'accordo in modo rigoroso per dialogare. Si decidano in anticipo l'ora, il luogo, la durata e, possibilmente il tema del colloquio. L'ora deve essere scelta in un momento di buona disponibilità da parte di entrambi.

    Il tempo a disposizione deve essere sufficientemente lungo perché la comunicazione possa svolgersi agevolmente (almeno quindici o venti minuti, ma non oltre i sessanta) e sarà rispettato. Il luogo deve essere tranquillo, nessuno deve venire a disturbarvi.

    Non tenete musica o alcunché in sottofondo: potrebbe disturbarvi. Deve esserci la massima concentrazione.

    Ricordatevi che siete lì per portare il vostro rapporto al massimo livello di comunicazione. Se, durante la giornata, dovesse succedere qualcosa di controverso, non parlarne subito, ma inseriscilo nel calendario degli incontri e ripromettiti di trattarlo in quelle occasioni.

    In questo periodo in cui si tenta si superare il conflitti, si cercherà di evitare situazioni che possano, in qualche modo, aggravare i problemi di comunicazione.

    Non interrompere mai l'altro mentre sta parlando. Se il partner dovesse avere una "chiusura" nel continuare a parlare, prima di intraprendere un discorso gli si deve far presente come in tal modo egli cerchi di scappare ancora una volta dalle sue responsabilità di fronte al tentativo di superare il problema.

    Basta proporre, in genere, qualcosa di divertente, di allegro, per ricreare un'atmosfera di collaborazione e di armonia reciproca.

    E' preferibile, in queste occasioni, fare passeggiate o intrattenersi con qualche occupazione concreta, aderente alla realtà, in modo che le parole possano essere riferite a ciò che si sta facendo in quel momento. A questo proposito sono da escludere giochi competitivi o che richiedano aggressività verso il partner.
    Il tipo di comunicazione che, nei casi di forte Gelosia, ha ottenuto il maggior successo presenta i seguenti requisiti: semplicità, immediatezza, sincerità, autenticità, spontaneità.
    Mai dire bugie, neanche per sbaglio. Mai avere paura della verità e delle parole. Infinitamente meglio parole dure o contrasti che silenzio. Segui seriamente questi consigli e proverai la soddisfazione di essere riuscito a mantenere la tua integrità psichica con persone gelose e, nello stesso tempo, di averle aiutate come mai avresti potuto fare. Buon lavoro.

    5월 7일

    Cari fottutissimi amici.

    Parafrasando il film del buon Paoilo Villaggio, dato che ieri sono stato al mare in vista dell
    'arrivo della bella stagione tre avvisi ai naviganti:
    1. Questa settimana finisce il campionato, quindi invece dei tre canonici giorni in cui non stavo a casa ed il telefono era spento ora i giorni di volatilità diventano 7 su 7.
    2. A chi servisse trovarmi il giro è sempre lo stesso da villa borghese allo stadio con giro a ponte milvio quindi fermatevi sul ponte che prima o poi arrivo.
    3. Visto che è impossibile trovarmi mandate sms...AauHAuHAuHAuHaUHAuHA.
     
     

    La Roma che conosco la porto sempre dentro
    nei giorni di burrasca e in quelli senza vento
    Tra vicoli, palazzi, bar, trattorie
    so centomila strade... e so tutte mie
    E sono tutte mie le facce della gente
    le donne sul balcone, il ricco, il mendicante posteggiatori,tassinari, barbieri e benzinai
    la Roma che conosco non la conosci mai

    Non fa' la stupida stasera
    damme 'na mano a faje dì da sì
    Non fa' la stupida stasera

    La Roma che conosco c'ha sempre er sole addosso
    e quanno esco ride, e me lo presta spesso.
    E pure quanno piove sembra che non disturba
    te fracica, te frega... E' come una donna furba
    la Roma se vedemo, dimo, annamo, famo,
    non ti devi da preoccupare che tanto te richiamo
    la Roma... N'dov'è che devono andare tutti quanti?
    Moto, motorini, vespette... ottovolanti.
    La Roma che conosco, du' ore pe fa un metro
    però mentre te blocca te fa vedè San Pietro

    Non fa' la stupida stasera
    damme 'na mano a faje dì da sì
    Non fa' la stupida stasera

    La Roma che conosco è tavoli in eccesso
    e tutti addosso a tutti ma stamo bene lo stesso
    basta che quel piatto rimanga sempre quello
    guanciale, pecorino... e un pò di quel vinello
    Che ce fa uscì contenti tra vicoli incantati
    a ride con gli amici oppure innamorati

    La Roma che conosco te insegna a fa l'amore
    e a ogni bacio aggiunge un pò, un pò del suo sapore.
    Così la porti dentro dovunque te ne vai
    La Roma che conosco... non la conosci MAI!!

    Non fa' la stupida stasera
    damme 'na mano a faje dì da sì
    Non fa' la stupida stasera
    Non fa' la stupida stasera
    damme 'na mano a faje dì da sì
    Non fa' la stupida stasera

     
    5월 5일

    Reset your mind. Mind the gap.

    Cosa accade quando si oltrepassa quella linea sottile che demarca il confine tra l'essere cosciente e l'oblio del nulla? La sensazione è sempre la stessa, torpore alle mani, caldo soffocante, la nebbia che ti si para davanti agli occhi e poi bum si va giù nel nulla con la paura che ti sale dentro di non sapere dove ti trovi, in piena solitudine, inerme davanti all’oscurità che ti avvolge subito spezzata da flash rapidissimi, tutto ti corre davanti velocemente si ripercorrono avvenimenti passati, si rivivono ricordi fanciulli e situazioni che a breve tempo poi ti trovi ad affrontare nella vita di tutti i giorni,incontri persone che non ci sono più e gli dici quello che in vita non sei riuscito ad esprimergli di persona,attimi frammenti di qualcosa che hai davnti ma che non puoi afferrare perchè è lei che ti sta portando da qualche parte, rapiti da un qualcosa che ti attrae verso il buio assoluto,trascinati in un labirinto che ti culla dolcemente per interminabili secondi in fondo ad un tunnel da cui non puoi risalire a cui non puoi ribellarti, in quel momento l'unica via d'uscita è una sola: goderti il viaggio che sta facendo il tuo io e aspettare il risveglio.

    Il dottore lo chiama stress, per me è semplicemente un reset del cervello che arrivato ad un certo punto chiede pietà ed un momento di pausa tutto per lui in cui deve riorganizzarsi. Dopotutto capitava prima di non dormire la notte, capita adesso che la stanchezza si accumula e si fa sentire sempre di più trascinandoti ad addormentarti un’ora intera per poi risvegliarti a passare la notte in bianco, girandoti e rigirandoti ne letto, fino a quando non è ora di uscire per una nuova giornata.

    Al prossimo reset facendo attenzione alle buche.
     
     
     L'ultimo Omino
     
    level one
    a cavallo di un girello
    sempre a caccia di tesori
    piccole dità di mela sul castello
    con le carte e un vento
    abbatte quadri e cuori
    level two
    sul balcone a fare i botti
    poi ficcarsi dietro ad un padre
    una palla di cannone fra i cappotti
    messi in terra a far le porte delle squadre
    battiti combattiti
    ribatti gli attimi scaduti
    e tutti i battiti mai battuti
    dal cuore mai
    dentro un giubbotto e poi giù botte
    su quei rottami di vite rotte
    battiti battiti
    battiti combattiti
    per il rispetto degli affetti
    per tutti i sudditi dentro i ghetti
    buttati là
    come imbottiti di cazzotti
    sotto le frottole dei complotti
    battiti battiti
    level three
    dentro pagine di serre
    un amor da dare a lei
    una guerra per finir tutte le guerre
    occhialuto un po' confuso nei cortei
    level four
    dare un prezzo a molte cose
    e un valore mai a nessuna
    per difendere un lavoro figli e spose
    e cercare l'isola della fortuna
    battiti combattiti
    abbatti i rettili corrotti
    sopra i relitti dei malridotti
    sbattuti giù
    per i delitti ai derelitti
    per sempre vittime dei conflitti
    battiti battiti
    battiti combattiti
    contro i misfatti sui reietti
    per il riscatto degli imperfetti
    sfruttati già
    con il ricatto dei profitti
    dietro il diritto di tutti i dritti
    battiti battiti
    battile combattile
    le lotte attese nei grilletti
    nelle pallottole dei verdetti
    nelle razzie
    delle speranze fatte a fette
    dentro i lucchetti delle manette
    battiti battiti
    level five
    con i nodi delle mani
    che si sciolgono nei mari
    di bicchieri e di ricordi più lontani
    bere soli e poi barare solitari
    welcome to the fight of life
    battiti combattiti
    in questa vita fatta a scale
    senza sapere se poi farsi male
    è vero o no
    con il pulsante del tuo cuore
    poter salire oltre il dolore
    battiti battiti
    battiti battiamoci
    da brutti sporchi e anche cattivi
    perché dobbiamo vivere da vivi
    con l'anima tra i denti
    in questa sparatoria
    come sarebbe mai la storia
    se a vincere fossero i perdenti
    battiti combattiti
    che sia sconfitta o sia vittoria
    che sia disfatta o che sia tutta gloria
    in questa via
    dove si gioca la partita
    che noi combatteremo fino
    all'ultima vita
    all'ultimo omino
    io ne ho viste cose che voi umani non potreste
    immaginare.
    navi in fiamme al largo delle coste di Orione
    raggi B balenare nel buio presso le porte di
    Tannoide.
    e tutti quei momenti andranno persi nel tempo
    come lacrime nella pioggia.
    è tempo di morire.
    game over

    5월 4일

    Stanotte.

    Si viaggerà verso qualcosa che non c'è ma che è sempre intorno a me.
    See you later.
    5월 2일

    A mali estremi, estremi rimedi. C'mon William!

    Visto che gocce,camomille, intrugli vari ed affini non funzionano ora provo ad esorcizzare la mia insonnia che mi accompagnia da settembre con un bel sonetto del caro e vecchio William che ne aveva sempre una per tutti mi riesce a far dormire da mesi

     
    Sonetto 61
    Per tua volontà è che restano aperti
    i miei occhi dalla notte appesantiti?
    Ami irrompere nei miei sogni certi
    me irridendo con tuoi simili miti?
    Mandi il tuo spirito da te lontano
    per osservare me e tutto ciò che faccio,
    per scoprire vergogne e animo vano
    della tua gelosia più saldo laccio?
    Oh no, il tuo amore non è così vasto;
    è il mio amore a tener svegli i miei occhi,
    tenuto sveglio dal mio amore casto,
    a far sì che io tuo guardiano mi blocchi.
    Per te io veglio mentre tu vegli ovunque
    via da me, ma accanto ad altri comunque.
     
    William Shakespeare
     
     
     
     
    E se non funziona o se qualcuno s'offende paga da beve!
    5월 1일

    Riposo e pensieri.

    Gran bella giornata oggi in quel di Campagnano a casa di quella pippa di Giovanni che c'ha offerto un'ospilitalità spettacolare, contando che s'è trovato ben 30 persone in giro per casa tutto il giorno, ottima compagnia, ottimo cibo e dulcis in fundo anche il tempo ha retto malgrado le pessimistiche previsioni della vigilia. Nulla ha guastato uno di quei giorni che ti riconcilia con te stesso e ti permette di lasciare da parte qualche cattivo pensiero che magari t'assilla durante tutto l'arco della settimana e proprio un pensiero vorrei rivolgerlo ad una bella persona che non conosco personalmente ma che sto apprezzando in questi ultimi giorni, stamattina ho avuto la possibilità di parlarci un pochino e chiacchera dopo chiacchera mi ha detto una parola che mi ha riportato indietro di qualche anno ad un qualcosa che avevo messo via da tempo.
    Bhe cara miss non credo ti servano consigli in merito al discorso fatto, solo tu puoi essere arteficie del tuo futuro mi permetto solo di consigliarti di andare avanti con il sole in faccia e gli occhi volti al futuro tutto il resto vien da sè.
    Questo non è stato scritto per te ma ad una persona che mi è stata vicina a suo tempo, spero vivamente che ti porti fortuna e non ti faccia incaxx@re.
     
    Quando resto affacciato alla finestra della mia fantasia
    mi piace essere legato ad un sorriso che mi riscalda
    ma quando il sole va giù
    l'unica stella che resta a farmi compagnia è il dolce brivido della tua voce ormai musica infinita per me
     
     
    Vi auguro mare calmo e vento in poppa.
     
    4월 30일

    Il telefono la tua voce, la mia tranquillità.

    Chiaramoci bene, io il telefono già di mio non l'ho mai sopportato e l'avvento dei cellulari ha solo amplificato questa mia idiosincrasia verso questo mezzo tanto utile quanto usato ed abusato che toglie la tranquillità oltre che a te stesso anche a chi ti sta vicino.
    Partendo dal principio che chi mi conosce sa sempre dove e come trovarmi.
    Tenendo fermo il punto che se tengo spento il telefono sono sicuramente cavoli miei e non devo dare spiegazioni a nessuno, specialemnete il sabato e la domenica e comunque in ogni monento del giorno o della settimana,allo stadio non rispondo mai a nessuno neanche se mi chiama il presidente della repubblica o chi per lui.
    Ora io mi domando e dico perchè la gente mi deve scassare ciclicamente le palle in momenti in cui voglio rimanere tranquillo e dare spiegazioni di quello che stavo facendo solo perchè il telefono è spento?
    Esistono gli sms con cui si può comunicare tranquillamente senza doversi sentire via voce e con i quali in caso di necessità si può specificare il motivo per cui ci si dovrebbe sentire, a questo punto a che serve bombardare nell'arco di di 24 ore una persona se poi quello che c'è da dirsi non è importante?
    Possibile che se uno accende il cellulare deve essere chiamato immediatamente quando dall'altra parte arriva l'avviso che l'utente ora è raggiungibile?
    Non ho risposte a questi quesiti ma una cosa è sicura, il mio telefono di sabato e domenica rimane, per ora e per sempre, sempre più spento.

    Come vedi sono qua:
    monta su, non ci avranno
    finchè questo cuore non creperà
    di ruggine, di botte o di età.
    C'è una notte tiepida
    e un vecchio blues
    da fare insieme,
    in qualche posto accosterò
    e quella là sarà la nostra casa, ma
    credo che meriti di più
    e intanto io son qua
    e ti offro di ballarci su:
    è una canzone di cent'anni almeno.
    Urlando contro il cielo.
    Non saremo delle star
    ma siam noi, in questi giorni
    fatti di ore andate per
    un week-end e un futuro che non c'è.
    Non si può sempre perdere
    per cui giochiamoci
    certe luci non puoi spegnerle.
    Se il purgatorio è nostro perlomeno.
    Urlando contro il cielo.
    Fantasmi sulla A14.
    Dai finestrini passa odor di mare, diesel,
    merda, morte e vita.
    Il patto è stringerci di più
    prima di perderci.
    Forse ci sentono lassù.
    è un pò come sputare via il veleno.

    Urlando contro il cielo

    Passiamo ora a quesi simpatici messaggi che ti arrivano dall'operatore telefonico che trattano oltre alle offerte promozionali anche di argomenti frivoli tipo oroscopi e similari.

    Io in genere non sono il tipo che legge l'oroscopo sui giornali e che crede in ogni caso alle predizioni che vengono fatte, ma da qualche tempo per corsi e ricorsi storici che mi sono successi inevitabilemente la testa mi ci va sbattere e di solito sto prendendo l'abitudine di tenere questi sms in memoria per un paio di giorni per poi cancellarli in seguito giusto per il gusto di scherzarci su.
     
    Questo mi arriva la mattina che sono andato a fare quel mattone di economia politica e che fortunatamente ho passato dopo quattro mesi di smadonnamenti vari :"Tutto andrà per il verso giusto: non hai dimenticato niente."
    Appena l'ho letto ho pensato: "eccola là se il buongiorno si vede dal mattino qui mi steccano un'altra volta", i fatti fortunatamente sono andati in ben altro modo e mi son detto cavolo stavolta c'ha preso.
     
    Scendo dall'aereo che da Roma ci aveva portato a Londra, accendo il telefono e...:
    "Sei in ottima forma, disponibile verso agli altri e al colmo dell'ottimismo"
    Allora la situazione che era maturata nell'arco della mattinata era questa: prima di partire all'aeroporto a momenti svenivo, sull'aereo sono svenuto, sul pulman verso Londra a momenti ci rimanevo secco un'altra volta.
    Letto l'sms il primo pensiero è stato quello di dire: "o ci sta qualcuno che mi vede e mi sta prendendo allegramente per il di dietro o questa è la conferma che non ci prendono mai" in definitiva comunque i tre giorni sono filati in maniera liscia senza altri ricadimenti.

    Ed ecco l'ultimo della serie:"Terremoti in arrivo: il cuore sobbalza, freme. Emozioni e sorprese."
    Ora mi chiedo cosa accadrà questa settimana:
    - capita uno tsunami a Roma
    - mi prende un infarto
    - X
    A me l'ardua sentenza.
     
     
    Cosa ci fai
    In mezzo a tutta
    Questa gente
    Sei tu che vuoi
    O in fin dei conti non ti frega niente
    Tanti ti cercano
    Spiazzati da una luce senza futuro.
    Altri si allungano
    Vorrebbero tenerti nel loro buio
    Ti brucerai
    Piccola stella senza cielo.
    Ti mostrerai
    Ci incanteremo mentre scoppi in volo
    Ti scioglierai
    Dietro a una scia un soffio, un velo
    Ti staccherai
    Perche' ti tiene su soltanto un filo, sai
    Tieniti su le altre stelle son disposte
    Solo che tu a volte credi non ti basti
    Forse capitera' che ti si chiuderanno gli occhi ancora
    O soltanto sara' una parentesi di una mezz'ora
    Ti brucerai
    Piccola stella senza cielo.
    Ti mostrerai
    Ci incanteremo mentre scoppi in volo
    Ti scioglierai
    Dietro a una scia un soffio, un velo
    Ti staccherai
    Perche' ti tiene su soltanto un filo, sai


     
     
     
     
     
     
     

    E' ora.

    - Aho
    . Eh
    - Già sveglio?
    . Quando mai si dorme? E' da settembre che non si dorme più idiota.
    - Eh ma oggi non si lavora.
    . Vedo che le cose serie te le ricordi, comunque non c'è differenza.
    - E si non sono scemo come pensi.
    . Allora che hai deciso?E' ora.
    - Ora di che?
    . Vabbè ho capito, ci vediamo tra 7 km.
     
    E correndo correndo di notte da solo
    prendi la tua tuta blu
    stella stella crudele e sincera
    fammi correre di più
    fammi correre di più.
    Scatta l'ala, una finta e poi vola sul fondo
    dimmi chi la fermerà
    ma stanotte che notte di pace e di guai
    forse un uomo vincerà
    forse l'uomo vincerà.
    Ed il bosco e lo stadio si illumina a giorno
    un applauso ti farà
    corri forte dietro al cespuglio
    acqua pura ci sarà, acqua pura ci sarà
    4월 28일

    Che senso ha?

    Morta la 23enne romana infilzata
    da un ombrello sulla metropolitana
    La procura ha aperto un'inchiesta per omicidio volontario
    ROMA - E' morta nel pomeriggio al Policlinico Umberto I Vanessa Russo, la ragazza romana di 23 anni ferita ieri pomeriggio da una donna che l'aveva colpita all'occhio sinistro con la punta di un ombrello mentre scendeva dalla metropolitana alla fermata Termini della linea B. La causa del decesso: una grave emoraggia cerebrale provocata dalla punta dell'ombrello che "è stato come un proiettile", hanno commentato i medici del Policlinico.
    La vittima era stata aggredita da due donne proprio all'apertura delle porte del convoglio. Secondo il racconto fatto agli agenti del commissariato Viminale da alcuni testimoni, la giovane stava per scendere quando una delle due donne l'ha colpita con l'ombrello. Subito dopo le due sono fuggite, allontanandosi all'interno della stazione mentre la Vanessa Russo è stata soccorsa dal 118 e trasportata in ospedale.
    Gli investigatori fin da ieri sera si sono messi alla ricerca delle responsabili dell'aggressione. La generica descrizione di cui sono in possesso, ricavata dal racconto dei testimoni oculari, è quella di due ragazze di corporatura normale, vestite di bianco, una delle quali con un cappelletto. Potrebbero essere dell'Europa dell'est.
    Da una prima ricostruzione, le due hanno infastidito durante il tragitto in metro Vanessa Russo, ma non è chiaro per quale motivo. In particolare gli inquirenti devono stabilire se si sia trattato di un litigio per il posto a sedere o di un tentativo di furto.
    Dopo la morte di Vanessa Russo, la procura di Roma ha avviato un'inchiesta per omicidio volontario, affidata al pm Sergio Colaiocco. Gli investigatori stanno effettuando accertamenti scientifici e stanno visionando i numerosi filmati delle telecamere installate nella stazione Termini nella speranza che almeno una delle varie apparecchiature abbia ripreso le due donne.
    "Spero che la giustizia ci sia e che almeno le prendano - dice Lino Pozzato, il nonno di Vanessa- Non sono razzista ma quando succedono certe cose, le si pensa tutte, e sono cose che fanno male, fanno tanto male. Speriamo almeno che le prendano".
    I familiari sono sconvolti dal dolore e dall'assurdità della tragedia. Vanessa studiava per diventare infermiera e lavorava da pochissimi giorni in una gelateria di via dei Serpenti, nel centro di Roma. E ieri, al momento dell'aggressione, si stava proprio recando al lavoro. L'ultimo a salutarla è stato il fratello Simone. Si erano incontrati alla stazione Tiburtina, dove il ragazzo lavora.

    Ed è così che a 23 anni vola via una persona che aveva deciso di dedicare con il suo lavoro la sua vita agli altri. Ora inizierà la solita sfilata di parrucconi istituzionali che prometteranno giustizia e le solite belle parole del caso, avessero almeno questa volta la compiacenza di lasciare la famiglia di Vanessa in pace.
    In una settimana 5 vite spezzate da atti inconsulti compiuti dalla comunità rom presente in Italia, mi chiedo sempre a cosa serva fare entrare nella nostra nazione dei morti di fame disposti a tutto pur di tirare a campare il limite l'hanno già passato da tempo.
    A Vanessa l'augurio sincero di un buon riposo in un posto che sicuramente è meglio di quello che ha lasciato.
     
     
     
    Non piangere mai più che questo mondo
    non è stato mai rotondo.
    Tu carichi il fucile di chi ti spara
    e dopo piangi se la vita è troppo amara.
    E tu sei convinto ancora che
    lei ti amava.
    Dimmi, dimmi,
    come, come, come, fai a dire
    che tu credi in questo vecchio pazzo mondo?
    Tu credevi in lui quasi ciecamente
    e credevi in me che ero il tuo amico
    ora piangi perché lei ti ha tradito con me
    e domandi perché e mi domandi perché.
    Tu sei troppo buono sai
    per dei tipi come noi:
    Dimmi, dimmi,
    come, come, come, fai a dire
    che tu credi in questo vecchio pazzo mondo?
    Ehi amico perché tu non rispondi niente
    e guardi me così umilmente.
    Perché ora dovrei avere dei rimorsi
    se in questa vita ognuno riesce ad odiarsi
    e mai nessuno impara ad amare
    e tanto meno poi a perdonare.
    Amico mio caro
    dimmi perché
    dimmi, dimmi,
    come, come, come, fai a dire
    che tu credi in questo vecchio pazzo mondo?
    Perché negli occhi tuoi c'è ancora amore
    dopo così tanto, tanto dolore.
    Perché ti senti forte e ci perdoni
    invece di trattarci come due cani.
    E se hai ragione tu insegnaci ad amare,
    a credere di più nel mondo e nel domani,
    insegnaci a soffrire
    perché voglio sentirti dire
    "dimmi"
    come, come, come, fai a dire
    che tu credi in questo vecchio pazzo mondo?
    e per finire
    che tu credi in questo vecchio pazzo mondo?
    4월 27일

    Credo sia ora che la settimana finisca.

    Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riti di Kate Richards.
    Credo al doppio suono di campanello del padrone di casa, che vuole l'affitto ogni primo del mese.
    Credo che ognuno di noi si meriterebbe un padre e una madre che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi.
    Credo che un'Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa.
    Credo che non sia tutto qui, però prima di credere in qualcos'altro bisogna fare i conti con quello che c'è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche dio.
    Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecento mila al mese, però credo anche che se non leccherò culi come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose.
    Credo che c'ho un buco grosso dentro, ma anche che, il rock n'roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici ogni tanto questo buco me lo riempiono.
    Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e da te stesso non ci scappi nemmeno se sei Eddie Merx.
    Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri.

    Il silenzio.

    Buffo no? Sette giorni fa a quest'ora stavo per partire per andare a Londra da uno dei miei grandi amori, ora invece dopo 30 km di raccordo col motorino mi trovo a rivolgerti un pensiero. Non ci si vede da anni e ci si sente pochissimo...solo quando serve, purtroppo è il gioco delle parti ma a te va la mia buonanotte a 550 km di distanza.
     

    Testo della canzone (lingua originale)


    Hello darkness my old friend,
    I've come to talk with you again
    Because a vision softly creeping 
    left it's seeds while I was sleeping 
    And the vision that was planted in my brain
    still remains, within the sounds of silence

    In restless dreams I walked alone,
    narrow streets of cobblestone
    'neath the halo of a streetlamp
    I turned my collar to the cold and damp
    when my eyes were stabbed by the flash of a neon light
    split the night... and touched the sound of silence

    And in the naked light I saw
    ten thousand people maybe more
    people talking without speaking
    people hearing without listening
    people writing songs that voices never share
    noone dare, disturb the sound of silence

    Fools said I you do not know,
    silence like a cancer grows,
    hear my words that I might teach you
    take my arms that I might reach you
    but my words, like silent raindrops fell...
    and echoed the will of silence

    And the people bowed and prayed,
    to the neon god they made
    And the sign flashed out its warning
    in the words that it was forming
    And the sign said, "The words of the prophets
    are written on the subway walls, and tenement halls
    and whisper the sounds of silence.


    Testo della canzone (traduzione italiana)


    Il Suono del Silenzio


    Salve oscurità, mia vecchia amica
    ho ripreso a parlarti ancora
    perché una visione che fa dolcemente rabbrividire
    ha lasciato in me i suoi semi mentre dormivo
    e la visione che è stata piantata nel mio cervello
    ancora persiste nel suono del silenzio

    Nei sogni agitati io camminavo solo
    attraverso strade strette e ciottolose
    nell'alone della luce dei lampioni
    sollevando il bavero contro il freddo e l'umidità
    quando i miei occhi furono colpiti dal flash di una luce al neon
    che attraversò la notte... e toccò il suono del silenzio

    E nella luce pura vidi
    migliaia di persone, o forse più
    persone che parlavano senza emettere suoni
    persone che ascoltavano senza udire
    persone che scrivevano canzoni che le voci non avrebbero mai cantato
    e nessuno osava, disturbare il suono del silenzio

    "Stupidi" io dissi, "voi non sapete
    che il silenzio cresce come un cancro 
    ascoltate le mie parole che io posso insegnarvi, 
    aggrappatevi alle mie braccia che io posso raggiungervi" 
    Ma le mie parole caddero come gocce di pioggia, 
    e riecheggiarono, nei pozzi del silenzio

    e la gente si inchinava e pregava
    al Dio neon che avevano creato. 
    e l'insegna proiettò il suo avvertimento, 
    tra le parole che stava delineando. 
    e l'insegna disse "le parole dei profeti
    sono scritte sui muri delle metropolitane
    e sui muri delle case popolari." 
    E sussurrò nel suono del silenzio 

    4월 26일

    Alla dottoressa Nancy con amicizia!

    Strada facendo

    Claudio Baglioni

    Io ed i miei occhi scuri siamo diventati grandi insieme
    con l'anima smaniosa a chiedere di un posto che non c'è
    tra mille mattini freschi di bicletta,
    mille e più tramonti dietro i fili del tram
    ed una fame di sorrisi e braccia intorno a me...

    Io e i miei cassetti di ricordi e di indirizzi che ho perduto
    ho visto visi e voci di chi ho amato prima o poi andar via
    e ho respirato un mare sconosciuto
    nelle ore larghe e vuote di un'estate di città
    accanto alla mia ombra nuda di malinconia...

    Io e le mie tante sere chiuse, come chiudere un ombrello
    col viso sopra il petto a leggermi i dolori ed i miei guai
    ho camminato quelle vie che curvano seguendo il vento
    e dentro un senso di inutilità
    e fragile e violento mi son detto tu vedrai...vedrai...vedrai..

    Strada facendo vedrai che non sei più da solo
    strada facendo,
    troverai un gancio in mezzo al cielo
    e sentirai la strada far battere il tuo cuore...
    vedrai più amore....vedrai!.

    Io troppo piccolo fra tutta questa che c'è al mondo
    io che ho sognato sopra un treno che non è partito mai
    e ho corso in mezzo a prati bianchi di luna
    per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità
    e giovane e invecchiato mi son detto tu vedrai,vedrai..vedrai..

    ...Strada facendo, vedrai, che non sei più da solo
    strada facendo, troverai, anche tu
    un gancio in mezzo al cielo, e sentirai la strada
    far battere il tuo cuore, vedrai più amore, vedrai...

    E una canzone e neanche questa potrà mai cambiar la vita
    ma che cos'è che mi fa andare avanti e dire che non è
    finita...cos'è che mi spezza il cuore tra canzoni e amore
    e che mi fa cantare e amare sempre più,
    perché domani sia migliore, perché domani tu...

    Resoconti d'oltremanica.

    Km percorsi in due giorni e mezzo: dai 20 ai 25.
    Lt di birra bevuti: da 1.5 a 2.
    Volte che ci siamo persi Giovanni che si fermava a fare le foto anche ai muri: dalle 36/37 in su.
    Cartine utilizzate: 2. Una della metro (ancora integra), quella cittadina è brandellizzata ma costituisce un ottimo souvenir di vita vissuta.
    Dindi spesi: 200 sterline.
    Voto all'hotel: 6, non fosse che per arrivare da un letto all'altro era necessario passarci sopra a salti la stanza era decente per dormirci.
    Voto alla città: 10, gente educata,strade pulite, pub da sballo, stadio da svenimento a confronto Parigi non vale un caspio.
    voto a noi: 9, malgrado il poco tempo abbiamo coperto quasi tutto quello che c'era da vedere senza soste ne lamenti.
     
     
    4월 25일

    liberazione?

    hanno legalizzato la pena di morte per i pedofili?
    hanno mandato a casa i parrucconi che formano la classe politica italiana?
    hanno vietato le droghe?
    hanno fatto regole ferree per contenere l'immigrazione?
    hanno reso noto quello che accade in Cina tutti i giorni senza aver paura di ritorsioni economiche?
    hanno eliminato i vincoli che rendono il mondo del lavoro labile?
    hanno fatto una legge affinche il possesso ad una casa sia possibile anche per i meno abbienti?
    hao eliminato la schiavitù che ci asservisce al potere U.S.A?
     
     
     
     
    perbenisti e benpensanti vi disprezzo tutti quanti, onore ai valori della R.S.I

    You'll never walk alone.

    Dicono che il primo amore non si scorda mai ed è proprio vero era infatti il 1992 quando si partì disarmati e ingenui alla volta di Londra ad esplorare la città che più di tutte ci attraeva per fascino e storia, tre ragazzini alla conquista di un sogno:la Gran Bretagna patria dei Beatles. Sono passati ben 17 anni da quell'agosto testimone della prima vacanza da solo in terra straniera, in un paese amato ed odiato, temuto e rispettato, schifato poi bramato, il tempo passa ed il fascino accresce sempre di più come un'elastico che invece di deteriorarsi nel tempo e spezzarsi al contrario si rafforza e continua ad alimentare quell'attrazione fatale cresciuta negli anni '80 ammirando lo stile mods, le parate della guardia reale, la nebbia e la fastidiosa pioggia d'estate, il sogno fanciullo di vedere dal vivo le partite delle squadre con cui si giocava al subbuteo tutti frammenti di un passato che in me è sempre presente.
    E' la terza volta che ci vado ed ogni volta ci lascio un pezzo di cuore, stavolta non passerà prima di vederla di nuovo al contrario delle persone lei so sempre dove trovarla.
     
     
     
    Yesterday - The Beatles (1965)

    Yesterday


    Yesterday, all my troubles seemed so far away,
    Now it looks as though they're here to stay,
    Oh I believe in yesterday.
    Suddenly, I'm not half to man I used to be,
    There's a shadow hanging over me.
    Oh yesterday came suddenly.
    Why she had to go?
    I don't know she woldn't say.
    I said something wrong,
    now I long for yesterday.
    Yesterday, love was such an easy game to play,
    Now I need a place to hide away,
    Oh I believe in yesterday.

    Ieri


    Ieri, tutti i miei problemi sembravano allontanarsi
    Adesso sembrano quasi che stiano di casa qui
    Oh io credo in ieri
    Improvvisamente, non sono l'uomo che ero
    C'è un'ombra che sta sopra di me
    Oh ieri è venuto improvvisamente
    Perche lei se ne dovuta andare?
    Non so, non l'ha voluto dire
    Ho detto qualcosa di sbagliato
    Ora vorrei che fosse ieri
    Ieri, l'amore era un gioco così facile da giocare
    Ho bisogno di un posto dove nascondermi
    Oh, io credo in ieri.


    A.S.Roma 1927 come ideale.

     

    Mai sola mai di Marco Conidi

     

    Cosa sei per me spiegarlo non è facile, una parola sola tu sei la Roma 

    Sei il primo gioco che  facevo da bambino e che ci gioco ancora  tu sei la Roma

    Ricordo  che quand’ero ragazzino sognavo di essere Agostino  e dare  un calcio alle paure

    Ci sono stati giorni amari che sapevo solamente te e poco altro per star bene

    C’eri tu e qualche amico in più,  quante volte in un tuo abbraccio ho preso coraggio                         

    A te a te che sei la mia Roma a te che non sarai mai sola perché non hai lasciato mai me

    A te, a te  la  mia fedeltà, il mio coraggio, la lealtà e la mia voce nella gola                    

    A te che sei la mia Roma ovunque tu sarai  mai sola mai   

    lalalalalalalalalalalalalalalalallalala             

    Cosa sei per me spiegarlo non è facile sei  ciò che  mi consola tu sei la Roma

    Guarda questa gente che ti segue e s’innamora devi  esserne orgogliosa tu sei la Roma

    Sei tu che dai speranza a una città che dai orgoglio e dignità e che ridai qualche rivincita

    Sarai tu quell’amico in più,  quante volte  in un tuo abbraccio troverò coraggio 

    A te, a te che sei la mia Roma a te che non sarai mai sola perché non hai lasciato mai me

    A te, a te  la  mia fedeltà, il mio coraggio, la lealtà e la mia voce nella gola

    A te che sei la mia Roma ovunque tu sarai  mai sola mai   

    Lalalalalalalalalalalalalalalallalalalala