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«Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui.» Ezra Pound

Andrea

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May 22

come back!

sandra portami al mare
compriamo il pane e un fornellino
bella cuore di panna

cuba in romagna cioccolatino
prendi tutte le cose tutti i colori
di questo giorno qua

sandra sai di nutella pelle che brilla
ti spalmo il miele
guarda che arriva l'onda

mora e gioconda distesa al sole
perso nelle tue pose nei tuoi sapori
come un bambino

specchio delle mie brame
chiottola il pane sul fornellino
sandra alza la radio dammi la mano

come corre il tempo
bella senza rimedio cuba e' vicino
amore controvento

lascia mille sorrisi i tuoi paradisi
ancora un altro giorno
sandra cielo e calore portami al mare

al tuo ritorno ah
sandra la notte e' finita
viva la vita e stiamo ancora insieme

lascia i brutti pensieri
di oggi e di ieri che adesso ho fame
bella come nessuno sento il profumo

viene dal giardino
forse non sarai tu
ma il pane che brucia sul fornellino

sandra alza la radio dammi la mano
come corre il tempo
bella senza rimedio cuba e' vicino

amore controvento
lascia mille sorrisi i tuoi paradisi
ancora un altro giorno

sandra cielo e calore portami al mare
al tuo ritorno ahi ahi ahi ahi ahi ahi
ahi ahi ahi ahi ahi

ahi ahi ahi ahi ahi ahi
ahi ahi ahi ahi ahi
sai che in fondo la vita

crea le distanze ma in questo sogno
sandra forse ho bisogno solo di te
sandra alza la radio dammi la mano

come corre il tempo
bella senza rimedio cuba e' vicino
amore controvento

lascia mille sorrisi i tuoi paradisi
ancora un altro giorno
sandra cielo e calore portami al mare

al tuo ritorno
sandra alza la radio dammi la mano
come corre il tempo

bella senza rimedio cuba e' vicino
amore controvento
lascia mille sorrisi i tuoi paradisi

ancora un altro giorno
sandra cielo e calore portami al mare
al tuo ritorno

sandra alza la radio dammi la mano
come corre il tempo
bella senza rimedio cuba e' vicino

amore controvento
lascia mille sorrisi i tuoi paradisi
ancora un altro giorno

sandra cielo e calore portami al mare
al tuo ritorno
ahi ahi ahi ahi ahi ahi


December 10

Madrid terra d'Espana

Piccolo antefatto: il viaggio era programmato da un paio di mesi e il lavoro di 10 giorni consecutivi che mi era arrivato oltre a farmi rientrare delle spese mi prosepttava pure di passare 3 giorni in allegria, tant'è che se corri corri prima o poi perdi qualcosa per strada ed in questo caso sono state le chiavi del motorino che ho gentilmente omaggiato al tizio che se l'è portato via dallo stadio con il pieno fatto il giorno prima.
Questo già bastava a farmi girare le palle a velocità frullatore minipimer e mettermi di cattivo umore per quello che dopo il viaggio si prospettava un periodo abbastanza caotico ben più di quello attuale, ma veniamo al viaggio: l'appuntamento è sotto casa di antonio che arriva semi ibernato portandosi con se roberto poco prima prelevato a 100celle.
Il viaggio verso fiumicino sul treno dei pendolari è tranquillo tranne che alle 8 all'altezza della Muratella antonio si accorge di essersi dimenticato i documenti a casa dopo l'essersi accertati che non si trattava di scherzo da prete iniziano i contatti con casa per cercare di farsi portare la carta d'identità all'aeroporto in tempi utili, tentativi che cadranno nel vuoto visto ch eil volo è previsto per le 10.10.
Mentre un sentimento misto tra rodimento di posteriore e paura di non partire inizia a pervadere l'aria già di sè pesante ci si accerta via telefono che la Ryanair, la compagnia aerea di ritorno, di sicuro non fa partire i passeggeri sprovvisti di documento per l'andata c'è una flebile speranza legata alla patente che mostrata al solerte steward della Vueling vale la carta d'imbarco ed un posto verso Madrid.
Dopo un consulto allo sportello vueling dove il sosia di Ricucci consigli con un laconico ed incisivo " appena arriva a Madrid fa la denuncia" per un eccesso di scrupolo ci si avvia verso il posto di polizia per avere qualche indicazione in più, dopo un'attesa di 5 minuti esce un solerte (?) agente dell'ordine in tenuta da via del corso che prima dice che con la patente non è possibile imbarcarsi ma dopo aver saputo che l'imbarco era già stato fatto minaccia la multa alla Vueling ci avviamo verso l'imbarco vero e proprio.
Smaltita la fila delle perquisizioni si prosegue verso l'aereo dove ci accomodiamo attornitao da tre famiglie di napoletani che chiaramente oltre a non conoscere l'italiano non dispensano stupidaggini a ripetizione, malgrado gli avvetori dell'aeromobile la giornata prosegue peggio visto che la partenza slitta di un'ora e mezza a causa della nebbia presente a Madrid che non permette al pilota di prendere il volo verso la Spagna.
La partenza si effettua verso le intorno alle 11.30 e l'arrivo a Madrid è alle 14.00, dopo le strategie elaborate in aereo si decide di costituirsi alla policia locale mistificando lo smarrimento del documento senza essere presi irregolarmente al controllo dei documenti che di routine si effettua negli aeroporti, a parte che di polizia in giro non ce n'era dall'aeroporto di Madrid si esce senza controllo alcuno dopo aver vagato su e giù per tre piani per 10 minuti visto che di cartelli con la scritta uscita non ce ne sono.
Per velocizzare i tempi si prende un taxi per arrivare il prima possibile in hotel e contattare l'ambascaiata italiana per capire il da farsi, va bene che Alonso è stato campione del mondo ma il tassista che che ci porta in città o9ltre ad avere la faccia da serial killer deve aver fatto un corso di guida veloce e in 30 minuti ci porta a Trafalgar.
Dopo il check in all'albergo si prendo possesso della camera con tre bei letti staccati, ampio bagno e terrazzpo vista albero-strada, localizzata l'ambasciata italiana sulla cartina si scende a chiamare via telefono il consolato per conoscere l'iter da seguire, l'esito della voce tricolore è questo: 3 foto, denuncia della policia e foglio di via visto che la Ryanair è l'unica compagnia che non s'accontenta della denuncia di smarrimento dei documenti.
Inizia il giro città non dopo essersi procurati la travel card locale per i trasporti che ci permetterà di scorrazzare al costo di 9 euro per tre giorni con la metro locale, dopo la breve sosta effettuata alla macchinetta delle fotografie si arriva sulla Gran Via e vista l'ora fatta, 16.00, la sosta al Mc Donalds è d'obbligo e con un panino in corpo e due gay italiani come vicini di tavolo si parte alla volta del Prado.
La prima sorpresa oltre che gli spagnoli non fanno un cavolo dalla mattina alla sera, se no non si spiega come mai le strade sono sempre piene di gente, è che qui si semafori emettono graziosi suoni tipo pulcini rantolanti e che i vigili del traffico malgrado i semafori funzionino perfettamente incitano le macchine ad accelerare in prossimità degli incroci.
Antonio che necessità della denuncia per lo smarrimento dei documenti inizia a relazionarsi con ogni divisa che gli capita a tiro per farsi indicare il commissariato più vicino, dopo essersi fatti tutta la Gran Via assente di negozi si arriva nel quartiere Jeronimos che ospita il Prado uno dei musei più famosi al mondo, vista la fila all'ingresso del museo si opta per fare un giro al Parque del Buen Retiro dove facciamo sosta al Palacio de Cristal e al Palacio de la Velasquez, chiaramente malgrado le raccomandazioni iniziali di portare batterie di scorta quelle presenti ci lasciano senz apoter certificare la nostra presenza con immagini fotografiche.
Finita l'escursione ambientalista si va al commissariato dove un culturista che per hobby fa il poliziotto ci consegna un modulo da ripempire per esegurie la benedetta denuncia che permetterebbe ad antonio di poter ripartire per il suolo patrio, espletate le operazioni del caso si prosegue a piedi verso il centro città dove chiaramente la gente continua a passeggiare con delle moppine in testa con le sembianze di orso e parrucche di vario colore manco fossimo a carnevale, finalmente qualche negozio attira la nostra attenzione visto che le ragazze qui hanno subito una mutazione genetica per cui hanno un mento che gli tocca quasi i piedi e devono anche aver finito la schiuma da barba visti i baffi che portano.
Cena a buffet e passeggiata per il centro dove due ragazzi improvvisano un concerto dei Beatles per mezzo di alcune marionette mosse ad arte, sempre rigorosamente scazzottando a destra e sinistra si procede visto che qui in mezzo alla strada è come stare in una mischia di rugby, concludono la serata non prima aver chiamato l'ambasciata che ci fissa l'appuntamento al giorno dopo per fare il foglio di via.
Sveglia alle 7.30, colazione e partenza verso la parte nord della città dove è sita l'ambasciata italian ed il santiago Bernabeu, metro vuota e città muta fanno da cornice ad una mattina grigia che è rotta solo dai bip dei semafori che hanno rotto i marroni pure di notte, fatto il visto si procede verso lo stadio del Real che si presenta imponente in lontananza e magico all'interno per via dei trofei che vi sono esposti, organizzazione dle tour e prezzi dello store lasciano il tempo che trovano.
La prossima meta è il Vicente Claderon ovvero la casa dei colchoneros madridisti, la visita dello stadio non è possibile ma almeno qualche souvenir biancorosso viene acquistato giusto per continuare la giornata che prevede un giro alla Plaza de Toros e susseguente ritorno verso il centro dove su intuizione di antonio, dopo aver visitato i gairdini di peppe, ci si ferma ad assistere all'esibizione di un fenomeno che di mestiere fa il clown e che ci ipnotizza per quasi un'ora.
La mischia del centro continua come sempre e dopo un'oretta di spintoni e spallate ci s'avvia verso il ristorante italiano vicino all'albergo che ci delizia di un antipasto a base di formaggi e di una pizza senza infamia e senza lode, il formaggio nella notte ha i suoi effetti infattioltre all'impossibilità di dormire tranquillamente la gola arsa dalla sete fa la sua parte contando che di acqua disponibile all'interno della stanza non ce n'è.
Ultimo giorno e sveglia puntuale alle 7.00 ci manca il Prado da vedere quindi bisogna sbrigarsi onde evitare la fila dell'ingresso, non fosse che all'interno del museo ci sono sono opere di artisti spagnoli il soggiorno all'interno è tranquillo e si possono vedere i quadri la necessaria calma senza essere travolti dagli altri avventori della struttura, alle 12.00 in perfetto orario con la tabella di marcia ci si allunga di nuovo al Parque del Buen Ritiro dove con le ultime foto si immortala il monumento dei Alfonso XII.
Il passaggio all'hotel con il ritiro dei bagagli è rapido la metro che ci porta verso Barajas dove sta l'aeroporto lo è ancora di più, un panino e un'aranciata sono le ultime immagini di Madrid 2007 è stato bello ma è finita così.
 
 
 
 
September 13

Fantacalciando 2007-2008

Dalle 21.50 alle 4.10 nella notte tra l'11 e il 12 con grande fatica ecco la rosa uffciale!
 
 
Portieri
 
castellazzi
coppola
 
 
Difensori
 
bellini
lopez
pisano
rinaudo
gamberini
chiellini
zenoni
siviglia
 
Centrocampisti
 
perrotta
doni
morrone
costinha
ambrosini
giacomazzi
morfeo
corini
 
Attaccanti
 
del piero
iaquinta
quagliarella
zalayeta
amoruso
rocchi
 
August 26

Another one please.

121 giorni di attesa per un nuovo incontro di 47 ore tutte rigorosamente condite da un cielo plumbeo che ci ha regalato anche qualche bella sgrullata d'acqua portata da un vento di traverso che ha ravvivato la pemanenza nella capitale londinese, ma andiamo per ordine.
La sveglia prevista per le 3.00 del agosto questa volta risulta più agevole dell'ultima volta, dopo una rapida doccia accompagnata dalle raccomandazioni dle caso dei miei scendo di casa carico la valigia sul motorino in direzione Casal Bertone per andare a prendere Angelo che puntuale come una cambiale alle 3.30 scende con la sua bella valigia nuova di pacca pronta per essere inaugurata per questo viaggio.
Dopo 5 minuti si arriva a piazza delle Provincie dove ci dovevamo vedere con gli altri due componenti della spedizione, dopo aver preso un giornale all'edicola mi accorgo di essermi scordato delle sterline a casa con una rapida telefonata avverto il cambio di appuntamento sotto il mio portone.
Via XXI aprile è deserta, inbocco via nardini giro verso casa e il motorino perde compressione, scendo provo a vedere il motorino s'affoga spengo riaccendo e nulla il minimo regge ma quando s'accellera si spenge, rapido cambio di programma citofono e allerto il papà dell'emergenza e nemmeno il tempo di salire e prendere le sterline che è pronto ad accompagnarci verso Ciampino dove si arriva alle 4.15, poco male il passaggio l'abbiamo rimediato ora bisogna vedere se risvengo come l'ultima volta, dopo il breve check in e inizia l'attesa per l'imbarco che per dire la verità tra facce assonnate e battute di rito viene ultimato rapidamente senza cedimenti e botte di caldo.
La salita sull'aeromobile porta con sè una gradita sorpresa il trio si mette insieme in rigorosa fila nei tre posti disponibili, io condivido la fila con una rossa dagli occhi verdi che preannuncia già quello che ci attende nella city, chiaramente lei si mette a dormire per tutto il viaggio che però rivelà la sua nazianalità in fase di atterraggio quando se ne esce con un tricolorito "che palle qui piove sempre", annamo bene penso io ma almeno l'aereo è in orario e alle 8.05 si atterra sul suolo britannico con una leggera sbandata sulla destra del pilota che così si fotte l'applauso di rito al termine del viaggio.
Catapultati fuori dall'aereo per esigenze di programma, dopo aver acquistato i biglietti del pulmann, ci fiondiamo al bus stop che ci fornisce l'adeguato riparo dalla tempesta di pioggia che si stava scatenando sopra le nostre teste e che chiaramente ci aveva visto prontamente preparati per affrontarla essendo vestiti in 3 su 4 con maglietta e pantaloncino corto ( ndr appena usciti dall' aeroporto ci siamo imbattuti in un gruppo di tedeschi muniti di striscione e mezzi brilli che si stavano facendo le foto dopo il loro sbarco per assistere alla partita della loro nazionale a Wembely la sera stessa), il sonnacchioso intercedere verso la città è accompagnato dalla lieta vista su ragazza inglese che mi siede sulla destra e che merita la foto di rito è un bel benvenuto che non mi aspettavo.
Dopo un'ora di pulmann l'arrivo in città ci regala il consueto traffico di primo mattino e l'attenuarsi della pioggia che ci dà qualche speranza per il proseguo della giornata, presa la metro l'arrivo in albergo si registra alle 10.30 il check in e il deposito del bagaglio è ancora più veloce di quello che potevamo immaginare e la corsa verso Fulham Brodway e Stamford Bridge è inarrestabile.
Dopo 8 anni ritorno finalmente nel terreno del nemico che si presenta con i coloracci che più disprezzo in bella vista ma tant'è che dentro allo stadio non ci sono stato quindi mi turo volentieri il naso, il biondo che ci da i badge per effettuare il tour riconosce lo stemma della Roma sul k-way e mi dice "Francesco Totti" ridendo io rispondo con "yes" e poi lui puntualizza con un "Man. Utd." io rispondo con un "no commenti" sorridendo e mi domando ma questo con chi sta?Non si vede che io tifo gli indiani sin da piccolo? La visita guidata dalla bionda Helena inizia nella sala stampa, passa dagli spogliatoi e prosegue per il bordocampo per poi terminare nel museo del club.
Finito il giro dentro lo stadio non prima di aver visitato lo shop senza aver comprato nulla andiamo a mettere qualcosa nello stomaco in un negozio di panini, rifocillati (?) si va verso Harrods ovvero il paradiso del di tutto di più, fortunatamente quello che cercavamo lo troviamo quasi subito al piano terra e dopo aver comprato delle borsette da riportare a casa scappiamo fuori da casa Al Fayed.
La linea grigia ci porta alla volta di Tower Bridge ma il tempo fuori ha ben pensato di ricominciare a dare giù con pioggiaincessante e più fitta di solito, dopo le foto di rito la prossima fermata è Piccadilly Circus a mezzo giallo-marrone che ci lasciano in uno dei punti più famosi della città e dove si trova Lillywhite ovvero: un posto dove buttare i soldi.
Dopo circa 1 ora e mezzo di shopping ed la pioggia che aveva calato d'intensità ci si dirige verso Carnaby street anche qui un giro a Soccer Scene è d'obbligo ma l'attesa non viene confortata dai fatti in quanto non si trova nulla di abbordabile da riportare via, la passeggiata prosegue verso Oxford street altro luogo dove poter buttare pound ma la stanchezza la pioggia e il freddo iniziano a farsi sentire quindi lo struscia nella street si riduce ad una rapida ritirata in albergo per andare a farsi la doccia e poi cenare...o amleno il programma era questo a dir la verità ci siamo risvegliati la mattina seguente alle 6.00, orario prestabilito in origine  per andare a correre, sempre accompagnati dall'acqua e quindi impotenti dinanzi a Giove Pluvio abbiamo dovuto aspettare le 7.30 e l'apertura della zona ristoro dell'albergo.
Il menù della giornata prevedeva la visita ad Highbury, Cadmen Town e Greenwich ma le cose andranno in maniera differente.
La colazione è quel che è, il clima pure ed il tempo a disposizione è sempre poco ma la pioggia termina e ci ci avventuariamo per Hyde Park fin sotto alla statua di Peter Pan di lì si prosegue verso Marble Arch fin su a nord est fermata Arsenal.
Il quartiere ha un atmosfera tutta sua sarà per il film che ci hanno girato, sarà per la pace che persiste a dispetto delle gru che stanno demolendo ciò che rimane di Highbury ma qui si sta veramente in grazia di God, fatti biglietti per la visita al museo e allo stadio abbiamo la sgradevole sorpresa che l'orariod'ingresso è alle 13.15 e visto il largo anticipo con cui siamo arrivati in loco ci dirigiamo verso Cadmen Town non prima di esserci pelati tutti e 4 la lingua con cioccolato iperbollente.
Inganniamo il tempo dentro al museo dei gunners tra coppe e pezzi di storia che testimoniano che qui non vincono solo tre squadre con le maglie a strisce dopo uno sguardo all'orario e riepilogato il piano del giorno ci riavviamo verso la metro in direzione St. Pancras per poi cambiare verso il mercato all'aperto che attende la nostra visita.
Cadmen Town, ovvero uno dei mercati più belli e colorati della città, ci si presenta chiaramente sotto le grazie di Giove luvio con delel secchiate d'acqua impressionanti che però vegono parate dai tendoni che fanno da tetto alle bancarelle lungo la via, anche qui il bottino di caccia è magro e gli acquisti sono pochi.
Si ritorna nell'underground direzione Emirates Stadium e questa volta in perfetto orario ci presentiamo al meeting point dove insieme  ad un'altra trentina di adoratori del Dio pallone ci accingiamo a percorrere quello che per me è un sogno di 1 ora e mezzo, s'inizia dalla tribuna e gli Emirates già danno il meglio di se presentando una visione spettacolare dal campo il prode giovane che ci fa da guida ci spiega che lo stadio è progettato in maniera tale che ogni posto possa assicurare la visione perfetta della partita ad ogni spettatore, dopo la tribuna passando dai sotterranei (dove è presente la prima colonna delle fondamenta piantata il 28/10/2004) si arriva negli spogliatoi e al contrario da quello avvenuto nello stadio dei blues qui ci permettono di sedere sui posti dove si cambiano i giocatori le quattro mura ci fanno da tetto per una ventina di minuti ora ci aspetta il campo.
L'ingresso dal tunnel che ti porta in campo mozza il fiato, percorrere la tenda buia che ti prospetta la tribuna davanti a te con la luce che piano piano ti inizia ad illuminare è come una seconda nascita, finalmente ci siamo e l'odore di erbetta appena tagliata ti entra dentro fin dentro il cervello le foto si sprecano ed il sogno dopo mezz'ora termina non prima di essere passati nella sala stampa ed aver sanzionato l'accordo tra il dott. ranucci e nardo nuovo libero acquistato dai gunners il tutto sugellato dalla mia supervisione.
Tanto per cambiare ripiove a vento e la prossima meta è Westminster dopo 10 minuti di di tempesta percorrendo Birdcage Walk e tagliando a St. James Park sbattiamo davanti a Buckingam Palace proseguendo poi per Oxford Street in cerca di negozi che si rivelano quel che sono: un'altra fonte di spesa.
La cena (?) è quel che è la stanchezza tanta ma stasera una birra ce la facciamo e vista la poca voglia di uscire una lattina per uno ci basta ed avanza anche se consumata a letto con il grande fratello inglese che ci fa compagnia in tv.
La mattina mi sveglio alle 6.00 provo a tirar giù Antonio per andare a correre ma non c'è nulla da fare e malgrado non piova stavolta tocca fare i conti con il sonno...vince il secondo e non a causa mia, il magone inizia a salire così come l'ora della partenza.
Craven Road si mette in mezzo tra noi Paddington, due fermate di tube e Queen's Mary Gardens belli come sempre richhi di colori e stavolta di strane statue al centro del parco, la camminata ci porta a costeggiare il laghetto di Rent's Park sono le 10 e tocca tornare a Piccadilly per gli ultimi acquisti e cercadno di bruciare le ultime sterline rimaste nelle tasche.
Stranamente non fa ne caldo ne freddo quindi si decide di camminare fino all'albergo facendoci tutta Jermyn Street salendo su da Hyde Park dopotutto è mezzogiorno alle 14.35 ora della partenza del bus verso Stanstead ce ne passa, si arriva con estrema calma e poca scioltezza di gambe a Queensway verso le 13.15.
Il Mc Donald che ci ospita è piccolo e come sempre affollato, il panino scende e non scende l'acqua aromatizzara alla coca cola che mi hanno dato è talmente gelata che pure Messner tenterebbe a mandarla giù, si passa in hotel a prendere le caligie mi piazzo nella hall ed infilo dentro le ultime cose comprate in mattinata e si parte alla volta di Liverpool Street a prendete il bus.
L'arrivo, grazie al traffico, in aeroporto è in discreto ritardo il check in è difficoltoso in quanto dopo aver detto alla tipa dello sportello che avevamo solo un bagaglio al momento di passare ai varchi ci romandano indietro dicendoci che sull'aereo sale solo un bagaglio e gli zaini contano al contrario di quanto avviene in Italia, il pagamento del check in posticipato ci costa 40 sterline pagate con la carta di credito del sor Antonio si corre verso l'imbarco ma il mio zaino non passa al controllo, la colpevole è la mia macchinetta digitale esplosiva che non piace al metal detector e dopo la perquisizione operata da una bella inserviente dello scalo alle 16.50 si riesce a scattare verso il gate 40 da dove alle 17.15 poi si sarebbe dovuti partire.
Mentre fuori spunta addirittura il sole dopo 5 minuti di corsa zaino in spalla raggiungiamo il gate di partenza, messici in fila dopo un minuto arriva la notizia che il nostro volo in assenza dell'aereo che ci avrebbe dovuto riportar sul suolo patrio è rinviato di due ore altri sessanta secondi e ci accorgiamo di essere in fila per un volo diretto in puglia e che il nostro gate di partenza sarebbe stato il 50 indi per cui nuova corsa in fondo alo scalo ma invertendo i fattori il prodotto non cambia e la partenza è sempre prevista, si spera alle 19.20, le ultimo due ora in terra britannica ci vengono allietate dalla compagnia di miss russia alla mia sinistra e di miss england alla mia destra il tutto sorseggiando amabilmente per la mia prima in vita mia una cocacola zero.
Il ritorno a Roma si svolge senza problemi tranne un pò di turbolenze che ci hanno fatto ballare sopra la Francia e l'hostess della Ryan Air tal "Dijana" che oltre ad essere tanto per cambiare rossa con gli occhi azzurri che non credo abbia mai avuto tante attenzioni su di sè quando ha mimato le azioni da compiere in caso di emergenza, arrivati sulla capitale fa sempre un certo effetto affacciarsi al finestrino e vedere di sotto le zone che conosci illuminate come se fosse natale, anche casa tua si distingue in quel percorso volante che tutte le sere fa passare sopra la tua testa un aereo che riporta a domicilio altri ricordi e altre speranze di vacanza che non si rinnoveranno fino al prossimo viaggio almeno distante altri 221 giorni allorquando, se tutto va bene, rivedrò la terra di Albione.
Ho finito o almeno credo, questo è il racconto del 4° capitolo inglese che come sempre son contento di aver vissuto, i ricordi belli sono tanti ed elencarli tutti oltre che noioso sarebbe più stucchevole di quello che ho scritto, anche se il tempo non ci ha aiutato anche questa volta abbiamo maratonato per la città senza sosta e alla fine tutto è filato liscio senza intoppi.
Sicuramente di tutto quello che abbiamo vissuto mi rimangono in testa gli insulti di Angelo allo stormo di papere e piccioni che ci seguivano in cerca di cibo ad Hyde Park, Antonio che simula l'entrata in campo correndo nel sotto passaggio degli Emirates Stadium, Roberto che ha condiviso con me il torcicollo che c'è preso nelle vie della città a causa delle indigene, tanti ricordi tutti belli che tengo per me.
 
N.d.r
Per la cronaca ieri sera sono stato a Trastevere che mi ha riportato nella triste realtà italica composta da manichini con le ciglia fatte muniti di infradito accompagnati da finte modelle sui tacchi che sono dei trampoli veri e propri, ancora una volta e per sempre w l'Inghilterra ed il popolo che ci vive li se guardi qualcuno ti risponde con un sorriso qui lo sguardo lo devi volgere altrove per lo spettacolo che ti si para davanti.
 
 
 
August 19

Villa Ada.

"Bella" villa posta tra la via Salaria e la via Olpimpica, un posto che potrebbe essere uno dei fiori all'occhiello della Capitale ma che, malgrado l'alternarsi delle giunte comunali, rimane sempre lasciata in stato di semiabbandono priva di strutture d'accoglienza per i visitatori ed in uno stato vitanaturaldurante di zona semidesertica allo stato brado manco ci fossero passati una mandria di bufali del far west.
Visto che saltuariamente oramai sono due mesi che ci vado ora passo a descrivere la popolazione che la frequenta:
 
Di coppie ce ne sono diverse e colorate, di tutte razze ed età, da quelle pudiche sempre mano nella mano a quelle che si rotolano per i prati fregandosene di chi passa sino ad arrivare a quelle più attempate che magari in escursioni extramatrimoniali dopo aver fatto quello che dovevano fare escono da anfratti sospetti facendo finta di essersi persi durante una tranquilla passeggiata pomeridiana.
 
I bambini: la villa dovrebbe essere il loro regno per il divertimento invece quello che gli si prospetta a livello ludico sono quattro giostre malridotte, un altalena di cui rimane solo la struttura (ci si può dondolare con il pensiero volendo), uno scivolo, un castello su cui arrampircarsi dove l'abilità del bambino viene misurata nel riscendere vivo da questo fantastico gioco. Vista la poca possibilità di divertrisi con i mezzi approntatio dal comune i bambini più fortunati si muniscono di bicicletta e cercano di scorrazzare intorno al laghetto ma i pericoli maggiori, oltre al loro traballante intercedere, è costituito dai cani lasciati sciolti e se ne vanno tranquillamente in giro con i loro padroni che a pochi passi li controllano con lo sguardo ma che se ne fregano se i quadrupedi costituiscono degli ostacoli in movimento per i nani che scorrazzano su due ruote.
 
 
Gli "sportivi": anche qui la scelta è vasta si parte dai corsaioli (tra cui ci sono anche io) che si suddividono in:
I professionisti,che vista la off season per tenersi in forma continuano in percorsi "fai da te",che ti fanno venire il mal di testa per come mulinano le gambe l'unico modo per stargli dietro e rincorrerli col motorino o sparargli a vista, il loro peso va dai 40 kg ai 60 kg per gli uomini le donne a malapena arrivano ai 50 kg.
 
Gli abituali,quelli che corrono sempre tutto anno, gente di provata fede che non curanti del clima e dei posti si dilettano nel correre per mantenersi in forma con il loro ritmo non curanti delle gazzelle e delle antilopi da corsa che ti sfrecciano accanto, il loro peso va dai 60 ai 75 kg per i maschietti le femminucce arrivano ai 60 kg.
 
Gli stagionali,questa è la categoria pù bislacca che esiste, sono quelli che in preda a crisi d'identità li vedi da maggio a luglio, loro sono di tutte le forme e dimensioni più o meno storti che corrono per cercare di perdere peso a tutti costi perchè in caso contrario il pantalone a vita bassa non gli potrebbe calzare a pennello o la minigonna potrebbe rivelare inevitabili inestetismi che travierebbero eventuali serata passate in giro, lo "stagionale" arriva firmato di tutto punto con magliettine in via di pensionamento appartenenti alla collezione dell'anno passato rigorosamente inprofumati ed a volte occhialodasolemuniti perchè fa trendy, il loro peso va dai 75 in sù per i boy, le girl costantemente over 60 kg.
 
Gli esibizionisti, qui bisogna scegliera tra quelli vestiti e quelli semi-nudi. Quelli vestiti sfoggiano vestiti che escono dal galà della sera prima e che indossati tra erba e sassi sono peggio di un calcio in mezzo alle gambe soprattutto per la sensazione di dolore costante che provocano in te quando barcollando camminano su terreni impervi e che un passo dopo l'altro affannosamente procedono in quello che potrebbe essere l'ultimo cosa che fanno in posizione eretta nella giornata, i semi-nudi invece sono quelle graziose ragazze (graziose è dir poco) che vengono d'estate a prendere il sole in costume telo e abbronzante munite che si mettono chiaramente in posti in cui possono essere viste da chi sta passando nelle vicinanze in quel momento...si renderanno mai conto che andare addosso ad una siepe di alloro mentre si corre non è stato gradevole? -__-
 
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will98wrote:
Ciao se t va passa per il mio blog t posso dare  kualke dritta per rendere il tuo ancora più bello e mi raccomando lascia un commento bye thewill98!
Dec. 9
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